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Invenzioni e business

Arriva la pubblicità che sfida anche il vento

L’idea di Domenico Mosca nata giocando col figlio. Ecco Bannerix, un pannello che assorbe le raffiche e non si spezza

Arriva la pubblicità che sfida anche il vento

Molte innovazioni nascono per caso. Alcune, a volte, anche per gioco. Come nel caso di Domenico Mosca, giovane imprenditore marchigiano e inventore di Bannerix, un cartello pubblicitario che si attacca ai lampioni e che si piega quando il vento aumenta di intensità assecondando la potenza delle raffiche, limitando il cosiddetto «effetto vela» sui pali che spesso ne causa l’abbattimento. Un’idea che, dopo una fase di sperimentazione, è diventata realtà ed è già operativa in molti Comuni. Mosca spiega a Il Tempo la genesi dell’invenzione: «Un pomeriggio passato con mio figlio, mentre eravamo concentrati sulle costruzioni Lego, affiancando una linea di mattoncini ho pensato a una struttura di supporto concepita con tanti moduli in grado di assorbire sollecitazioni in maniera indipendente tra loro. Un sistema che, su una scala più grande, avrebbe consentito la deformazione di un pannello in modo autonomo mentre scaricava all’esterno la potenza del vento».

Dal gioco alla realizzazione il passo è stato breve, la start-up è nata lo scorso febbraio dopo due anni di sviluppo e prove. E oggi Bannerix è il primo e unico impianto pubblicitario in Europa che consente l’installazione di banner sui pali della luce in maniera permanente e in totale sicurezza. Un’autentica innovazione rispetto agli attuali sistemi in uso come i gonfaloni ancorati con le corde, o ancora i pannelli di varie tipologie e dimensioni agganciati con filo di ferro o fasce in plastica, pericolosi per la pubblica incolumità e non funzionali al decoro dei centri urbani. Non così per il sistema brevettato da Mosca che, grazie a materiali come alluminio, plastica e acciaio inox, consente di tenere i banner in tensione con qualunque evento metereologico trasformando la pubblicità esterna in un oggetto che resiste a qualsiasi condizione. La caratteristica principale è dunque la flessibilità della struttura. Quando è investita dal vento e le condizioni di sicurezza del lampione sono al limite, il sistema si deforma in base alla velocità e della direzione del vento, evitando danneggiamenti alle cose e alle persone. Al diminuire dell’intensità la struttura torna nella posizione iniziale senza sforzo.

Se l’idea è intuitiva la realizzazione è stata più complessa. «Il nostro è il primo impianto europeo nel suo genere a essere stato testato in galleria del vento con risultati certificati. Il modello in scala reale è stato sottoposto a raffiche di vento fino a 140 chilometri all’ora. Bannerix, a differenza degli altri mezzi tradizionali che hanno provocato la caduta del palo a 100 chilometri orari, ha passato gli esami con il massimo dei voti» spiega l’inventore. Non solo. L’esperimento, seguito da uno staff di specialisti del settore, è stato immediatamente comunicato ad aziende europee potenzialmente interessate al suo sviluppo commerciale.

«Mi ha chiamato una ditta svizzera. Aveva saputo dei test da un collaudatore. Era interessata ad esplorare una partnership produttiva e commerciale. Sistemi del genere sono molto apprezzati nei paesi del nord Europa che sono più sensibili alla componente di sostenibilità ambientale dei prodotti» aggiunge Mosca che ha intenzione di proporre il suo sistema ai Comuni italiani e di tutta Europa, ma anche a centri commerciali, outlet e parchi di divertimento. I vantaggi sono innegabili sia per le comunità sia per gli operatori. In primo luogo perché il palo che è una passività per il bilancio dell’ente pubblico che sopporta i costi di gestione, della manutenzione e dei controlli, si trasforma in una voce di ricavo. Bannerix paga, infatti, un canone concessorio per l’uso del palo e ne assicura contestualmente un monitoraggio dello stato di usura costante e in maniera gratuita. Non solo. «L’uso di Bannerix consente anche di aumentare la pulizia degli ambienti cittadini perché gli addetti ai pannelli si prendono cura delle affissioni abusive infruttuose per l’ente pubblico e fastidiose per gli utenti. Infine i municipi hanno a disposizione un potente mezzo di comunicazione per gli eventi e le iniziative pubbliche in maniera totalmente gratuita» chiosa Mosca. L’impatto è limitato anche dal punto di vista ambientale perché i banner pubblicitari sono di Pvc riciclabile per lo stesso fine. Minima anche la pressione sul traffico cittadino per le operazioni di montaggio e smontaggio dei pannelli: la sostituzione del messaggio avviene in due minuti ed è fatta da un unico operatore con una scala, senza utilizzare cestelli elevatori.

Insomma Bannerix è un progetto nel quale tutte le parti coinvolte ottengono benefici: gli enti proprietari dei pali hanno un reddito da un impianto di pubblica utilità, i clienti hanno a disposizione un mezzo pubblicitario ubicato in maniera capillare sul territorio anche su aree, come quelle pedonali, dove solitamente gli enti non concedono spazi. Il decoro urbano è tutelato e migliorato con l’eliminazione delle affissioni abusive. «Una piccola rivoluzione per il mercato pubblicitario tradizionale da anni in crisi d’identità per via dello sviluppo dei social e dei canali on line» spiega Mosca che ora ha obiettivi ambiziosi di business: 6 milioni di euro di fatturato nei primi 4 anni e 10 nel secondo quadriennio. Target non impossibili visto che la Commissione brevetti Ue ha riconosciuto a Bannerix la qualità di prodotto nuovo e innovativo rispetto a quanto esiste oggi sul mercato. Un copyright che dà valore agli asset dell’azienda già contattata da enti e società del Nord Europa dove la pulizia e l’ordine nelle strade sono un valore da tutelare e dove il decoro urbano, anche a livello pubblicitario, è elemento fondamentale della vivibilità cittadina.

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