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TREGUA CON I SINDACATI

In pensione a 67 anni. L'aumento dell'età non si tocca

In pensione a 67 anni. L'aumento dell'età non si tocca

L'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni rimane, ma parte un tavolo tecnico che lavorerà in tempi strettissimi sulla possibilità di estendere le categorie assoggettate ai lavori gravosi e sottratte all'aumento automatico. È il compromesso trovato nell'incontro tra governo e sindacati a palazzo Chigi, convocato proprio sul tema delle pensioni. Il prossimo incontro è già fissato per lunedì 13 novembre: l'obiettivo è quello di intervenire poi con una modifica alla legge di Bilancio, in esame al Senato.

All'incontro, durato poco più di due ore, hanno partecipato il premier Paolo Gentiloni, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, quello dell'Economia Pier Carlo Padoan e la titolare della P.a Marianna Madia, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. "Sulla questione specifica dell'età pensionabile il principio dell'adeguamento resta assolutamente confermato", spiega al termine il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan annunciando però la nascita del tavolo "che avrà aspetti tecnici e politici" e che prenderà il via già lunedì prossimo per verificare "la possibilità di modificare e migliorare i meccanismi che determinano l'età pensionabile sotto il vincolo che queste modifiche non intacchino la sostenibilità dei conti".

"Il Parlamento è naturalmente sovrano - è la posizione espressa al tavolo dal premier Gentiloni - ma noi non escludiamo che si possa correggere qualcosa in un tavolo tecnico di confronto con le parti sociali". Per Gentiloni si può discutere subito di misure che riguardano categorie specifiche e casi particolari, individuando i lavori più gravosi e ragionare anche sui metodi di calcolo dell'aspettativa di vita" ma "la premessa è non superare i principi generali della norma sull'aspettativa di vita" perché "quei principi rimangono validi e non possono essere messi in discussione per la credibilità internazionale del Paese".

"Per noi il meccanismo sull'aspettativa di vita è ingiusto", ha detto la leader Cgil secondo cui il 13 novembre "verificheremo se davvero c'è la disponibilità a cambiare i meccanismi dell'età pensionabile e a differenziare i lavori, oppure se non c'è".E ha avvisato: "Se i risparmi delle leggi del centrodestra e della Fornero devono essere garantiti all'infinito, allora lo spazio di discussione finisce per essere davvero poco", perché "una cosa è discutere di sostenibilità del sistema, un'altra è dire che il sistema previdenziale deve continuare a risparmiare. Della sostenibilità a lungo termine siamo tutti preoccupati, è per quello che continuiamo a chiedere la previdenza dei giovani". Furlan ha sottolineato che "Non tutti i lavori sono uguali e di conseguenza non lo sono tutte le aspettative di vita. Ci sono una decina di giorni per la verifica, i tempi tecnici sono stretti ma possiamo fare questo lavoro importante" per considerare l'ampliamento della platea dei lavori gravosi e anche riprendere i temi rimasti irrisolti dal tavolo al ministero del lavoro, dalla previdenza integrativa per i giovani a quella complementare. "Va fatto un lavoro serio, dati alla mano e attinente alla realtà", incita. Per Barbagallo della Uil "Stasera di positivo c'è il clima della discussione che continua" ma "non penso che esauriremo la nostra pressione sul parlamento". Padoan, ha annunciato "ha messo dei paletti che per noi sono tutti da verificare - ha sottolineato - per noi il metodo di calcolo dell'aspettativa di vita dove i lavori non sono tutti uguali non è possibile; non tutti i lavori sono uguali".

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