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Alitalia vola verso il commissariamento

Davide Di Santo
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I dipendenti si sono espressi, forte e chiaro: il "no" al preaccordo per il salvataggio di Alitalia ha vinto nettamente, affermandosi con 6.816 voti, contro 3.206 sì, vale a dire con il 67%. E il Cda di Alitalia "data l'impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione" ha "deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un'assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse". La strada porta al commissariamento della compagnia, il consiglio di amministrazione ci tiene comunque a precisare che "il programma e l'operatività dei voli Alitalia non subiranno al momento modifiche". "La cosa più plausibile è che si vada, dopo il Cda di oggi, verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione", ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda intervistato dal Tg3. "Se ci saranno aziende interessate a rilevarla questo è tutto da vedere, ed è prematuro a dirsi", aggiunge Calenda che sottolinea come la nazionalizzazione non sia un'opzione per Alitalia anche perché "i cittadini non lo vogliono". No all'aumento di capitale di 2 miliardi "Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia, convocato oggi, ha preso atto con rammarico della decisione dei propri dipendenti di non approvare il verbale di confronto firmato il 14 aprile tra l'azienda e le rappresentanze sindacali - si legge nella nota della compagnia - L'approvazione del verbale avrebbe sbloccato un aumento di capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della Compagnia. Data l'impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione, il Consiglio ha deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un'assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse". "A seguito dell'esito negativo della consultazione referendaria sul verbale di confronto siglato da Alitalia e dalle organizzazioni sindacali - conclude la nota - la Compagnia tiene a precisare che il programma e l'operatività dei voli Alitalia non subiranno al momento modifiche". Nazionalizzazione esclusa "Se qualcuno pensa alla nazionalizzazione di Alitalia sappia che è esclusa", ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a SkyTg24. "Quello che potevano e dovevamo fare fino ad ora abbiamo cercato di farlo per produrre un accordo. La situazione si è conclusa con una votazione dei lavoratori. Alitalia è un'azienda privata: ora dobbiamo aspettare la decisione degli azionisti, poi siamo pronti ad applicare la legge. Il tema degli ammortizzatori c'è. Lo Stato c'è per la tutela del lavoratori". L'Ue e l'ipotesi aiuti di stato La Commissione europea si aspetta di essere contattata dal governo italiano per eventuali aiuti pubblici a favore di Alitalia. "Non è improbabile", spiega una fonte europea. Teoricamente, la compagnia aerea potrebbe beneficiare di aiuti di Stato per un salvataggio o una ristrutturazione, ma solo a strette condizioni che devono essere approvate dall'Antitrust europeo per limitare gli effetti distorsivi sulla concorrenza. Un'altra possibilità è un prestito per procedere alla liquidazione degli attivi, ma anche in questo caso si applicherebbero alcune condizioni. Alitalia non e' soggetta alla regola dell'aiuto una tantum, perche' l'ultimo piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione risale a più di 10 anni fa. Inoltre, la Corte europea di giustizia ha riconosciuto la discontinuità economica tra Alitalia e Cai. L'ex compagnia di bandiera ha già beneficiato di un aiuto alla ristrutturazione autorizzato nel 1997, confermato nel 2001 ed erogato tra il 1996 e il 2001. Nel 2008 la Commissione ha considerato illegale un prestito da 300 milioni e chiesto al governo di recuperare gli aiuti, cosa che non e' mai avvenuta perche' la vecchia Alitalia ha cessato di operare sul mercato. Il fatto che la Commissione abbia dichiarato le misure come illegali basta a non tenere conto dell'operazione del 2008 per il periodo di 10 anni previsto dalla regola dell'aiuto una tantum".

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