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PER IL VIA LIBERA SERVE IL REFERENDUM

Alitalia, c'è il pre-accordo con i sindacati: riduzione esuberi, taglio stipendi e cig

Alitalia, c'è il compromesso: riduzione esuberi e taglio stipendi

Nella notte, dopo lunghe trattative, è stato trovato un pre-accordo tra sindacati e Alitalia. Il verbale vero e proprio sarà firmato dopo il via libera definitivo che dovrebbe arrivare con un referendum dei lavoratori.

Riduzione esuberi, taglio degli stipendi e cig
Il compromesso prevede 980 esuberi del personale a tempo indeterminato (inizialmente l'azienda puntava ad un numero maggiore, 1.338) e una diminuzione media della retribuzione del personale di volo dell'8% (a fronte di una richiesta originaria del 30%). Su quest'ultima riduzione, l'azienda si è impegnata - a fronte di un biennio continuativo di margine operativo lordo (Ebitda) positivo, e non prima del 2022 - "a discutere con le organizzazioni sindacali sull'eventuale recupero della riduzione". Il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria (Cigs) avverrebbe entro maggio, per due anni, accompagnato da programmi di riqualificazione e formazione del personale e misure di incentivazione all'esodo. Per il personale navigante, il compromesso prevede "scatti di anzianità triennali, con il primo scatto nel 2020; un tetto di incremento retributivo in caso di promozione pari al 25%; l'applicazione ai neoassunti dei livelli retributivi "cityliner" (cioè di un vettore del breve raggio) indipendentemente dall'aeromobile d'impiego". Viene poi contemplata, nell'ambito di un aumento di produttività del personale navigante, la riduzione di un assistente di volo negli equipaggi a lungo raggio. I riposi vengono ridotti dai 120 annuali a 108, con un minimo di 7 al mese. Il pre-accordo parla anche di "progetti di esternalizzazione delle aree manutentive e di altre esternalizzazioni".

Pre-accordo con i sindacati ma per la firma definitiva serve il referendum
"Si è partiti da una proposta dell'azienda che prevedeva una manovra sul costo del lavoro di circa 368 milioni, l'abbiamo fatta abbassare di cento - ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan - All'inizio l'azienda era partita da una richiesta del 30% di abbassamento del costo del lavoro per poi passare al 15%, alla fine l'abbiamo poi portata all'8%, ovviamente lavorando molto sulla produttività, lavorando molto sui salari di ingresso per i nuovi assunti, lavorando anche sugli scatti che diventano triennali, però con una prospettiva di crescita dell'impresa". "Noi siamo arrivati a questo, e abbiamo preso atto che è il limite massimo a cui poteva arrivare la trattativa, e ci sembra un limite soddisfacente per la situazione dell'impresa, la situazione finanziaria, ma anche per il punto di partenza del confronto - ha precisato Furlan - Ora ovviamente tutto questo sarà presentato ai lavoratori, ci sarà la consultazione dei lavoratori, ma io credo che questo sia anche un modo responsabile di tutti i soggetti per credere nel futuro di Alitalia. Un altro aspetto importante è che non parliamo più di licenziamenti, parliamo di cassa integrazione, di utilizzo degli ammortizzatori sociali per il personale di terra coinvolto nel processo". "Abbiamo fatto uno sforzo importante e dobbiamo dare atto a tutte le parti di aver messo in campo una disponibilità che dà il senso di attaccamento", ha commentato in nottata il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha seguito le trattative in prima persona assieme ai colleghi che si occupano di Trasporti (Graziano Delrio) e di Sviluppo economico (Carlo Calende). "Siamo soddisfatti - ha sottolineato Delrio - perché abbiamo ottenuto più aeromobili, meno esuberi e di tenere le attività di manutenzione all'interno dell'alitalia: crediamo di aver ridotto al minimo il taglio dei salari".

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