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I TORMENTI DELL'ITALIA

Così la Fondazione Monte dei Paschi pagava tutti

Così la Fondazione Monte dei Paschi pagava tutti

Rocca Salimbeni, storica sede del Monte dei Paschi

Soldi a tutti. Dall’onnipresente Arci, l’associazione ricreativa che gravita nell’orbita della sinistra, a una miriade di centri culturali, sindacati e altri enti anche cattolici. A scorrere i rendiconti dei finanziamenti che la Fondazione del Monte dei Paschi di Siena ha erogato negli anni d’oro (il primo decennio del 2000). Prima cioè che il principale finanziatore, la banca omonima, avesse problemi di bilancio e ricorresse ai famigerati derivati (Alexandria e Santorini) per turare le falle (senza successo) si scoprono decine di iniziative dal sapore di favore politico e per scopi nobili e sicuramente, ma lontani geograficamente dal territorio senese.

Così ad esempio arriva all’associazione internazionale mediterranea Medina un contributo di 30 mila euro per l’attivazione di una rete di servizi in Romania dedicati alla prima infanzia. Non solo est Europa, Siena ha a cuore anche la situazione in Medio Oriente e destina 15 mila euro all’associazione La Comune di Bagnaia con la motivazione: «Formazione di facilitatori della comunicazione per il superamento dei conflitti e favorire il dialogo tra israeliani e palestinesi».

In Africa ci pensa l’associazione guide ed esploratori cattolici a incassare un assegno di 25 mila euro per la costruzione di una scuola in Burkina Faso e relativa sensibilizzazione della cittadinanza. Spazio anche al Sudamerica. Con 25 mila euro per un progetto di formazione teatrale per i bambini e i ragazzi di Rio Pequeno in Brasile. Tondi 100 mila euro sono devoluti per il «progetto per il rafforzamento delle attività educative, formative e culturali in Egitto» alla Cospe-Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti. Non così di- stante da Siena, a una provincia importante come quella di Roma, entrano 20 mila euro in cassa per un progetto editoriale sulla «Costituzione italiana» (allora nemmeno scalfita dal referendum renziano) destinato alle scuole medie della provincia romana. Da Fondazione a fondazione è la mano che arriva da Siena alla Onlus Istituto Gramsci: 40 mila euro per un progetto di ricerca per il «Futuro del modello sociale europeo». E ancora alla Fonda- zione Sussidiarietà (di orienta- mento cattolico) per la creazione di un osservatorio «sull’in- novazione basato su Database e Swot analysis»: 50 mila euro. Per non creare disparità a livello storico e ideologico i soldi non vanno solo a sinistra ma anche a chi cura la storia della Democrazia Cristiana: 15 mila euro all’Istituto Luigi Sturzo per valorizzare i filmati prodotti dal servizio propaganda della Dc nel periodo 1950-1970.

Spazio anche alle richieste di consiglieri onorari della regione Toscana che per la pubblicazione del volume «Il Tempo della Regione: la Toscana» ottengono 20 mila euro.

Non ci sono preclusioni di sorta. Se può la Fondazione concede. E così 10 mila euro sono per la Legambiente Onlus per organizzare «le giornate dell’interdipendenza». Mentre 100 mila euro sono assegnati alla Oxfam Italia ong onlus per incrementare la sicurezza alimentare di orfani e famiglie presso Lisisiki in Sudafrica. Alla stessa viene finanziata nel 2010 un progetto dall’alto sapore ideale: «Appoggio al processo di democratizzazione in repubblica democratica del Congo attraverso il rafforzamento istituzionale delle assemblee provinciali». Per favorire questa missione alla Oxfam vengono messi a disposizione 50 mila euro. Di un certo peso economico è l’assegno girato alla giunta regionale della Toscana: 150 mila euro per la realizzazione del «cantiere di letteratura orale». Ma è nell’assistenza alle varie Arci che la Fondazione non lesina supporto economico. A quella della caccia nella Val d’elsa senese arrivano 5 mila euro per la realizzazione della fiera degli uccelli. Mentre alla stessa associazione per il Festival Resistente sono girati 2 mila euro. Ben 100 mila vanno all’Arci di Grosseto per le iniziative estive del 2005. Somma grossa: 400 mila euro all’Arci di Siena per le marginalità sociali. Mentre a quella nazionale vanno 130 mila euro per un centro di aggregazione a l’Havana di Cuba. Infine 10 mila per acquistare una cucina sono a favore del circolo Arci Rosia di Siena. Non si dimentica nemmeno la Cgil. Per il suo centenario alla Fondazione Giuseppe di Vittorio arrivano 300 mila euro cash. Stessa cifra per organizzare la rete di festival nel Salento alla provincia di Lecce. Infine i partigiani. All’Anpi nazionale vanno 10 mila euro, mille a quella di Grosseto. Sempre in ossequio alle origini rosse sono da registrare tra i vari contributi l’associazione degli amici dell’archivio del movimento operaio e contadino in provincia di Siena con due tranche da 120 e 10 mila euro per realizzare convegni per la celebrazione del centenario della camera del lavoro di Siena.

Non finisce qui. basta andare in un altro anno. Per trovare delle vere chicche. Come i 25 mila euro concessi alla Comunità e libertà Onlus per costruire un pollaio a Kinshasa in Congo. Mentre alla Uisp, l’Unione nazionale italiana sport per tutti sono arrivati 50 mila euro per organizzare un tour silenzioso della solidarietà tra Bamako e Dakar. L’associazione il Fuoco del futuro incassa 15 mila euro per garantire l’accesso alle risorse idriche alla popolazione di Toogouri in Burkina Faso. E altri 20 mila arrivano all’associazione internazionale Solidarietà in movimento per costruire un ricovero per gli anziani a Cruceta in Perù. Otto mila vanno all’associazione di volontariato il dono per la realizzazione di una struttura per l’accoglienza e la formazione dei bambini nel villaggio di Igbariam in Nigeria. E ancora in Congo la Onlus Amici di Betlemme ottiene 40 mila euro per un intervento a favore della popolazione di Butembo. Soldi anche all’Arcidiociesi di Siena: 10 mila euro per un progetto di recupero dei tossicodipendenti nello stato brasiliano del Maranho.

Passando alla ricerca scientifica le donazioni della Fonda- zione Monte dei Paschi arrivano anche all’Istituto Affari Internazionali che ottiene 15 mila euro per un progetto di ricerca sul tema del «disarmo nucleare:passi verso l’opzione zero». Mentre all’istituto zooprofilattico delle Venezie arrivano 30 mila euro per una ricerca sugli approcci innovativi alla diagnosi della rabbia.

In tema storico l’ente assegna 10 mila euro all’associazione per la storia e la memoria della Repubblica per una ricerca sui colonialismi europei. Mentre all’Unione dei consumatori di Siena vengono accordati 4 mila euro per realizzare una guida che illustri i passaggi per la tutela dell’acquirente di una proprietà immobiliare.Tanti progetti. Tanti soldi e influenza politica. Un mondo che non esiste più. A Siena Babbo Monte se ne è andato via. Prima però si è mangiato la cassa. 

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Commenti

  • mauro

    mattetti

    15:03, 12 Gennaio 2017

    DE BENEDETTI.......

    Con 600 milioni, mica salamelle, De Benedetti e' il primo debitore della Banca di cui stiamo parlando! Che fa', li tira fuori subito? E come, non lo mandiamo in galera? Come mai nessuno reclama questo po' po' di credito? E' tutto un gioco di bussolotti, che prevede concessioni oblative a questo e quella associazione, inventate di sana pianta, clericale o comunista che siano, si pensi perfino, a quella fatta a favore di quelli, che ci hanno....... MANGIATO 13 Avieri nel 1953, allo scopo di vederli restituiti un giorno non troppo lonta no (visti i continui sbarchi e concessioni rilasciate da questi cialtroni che hanno tutto tranne l'amor di Patria) mediante i voti e poter continuare...a dirigere l'orchestra italiana teppistica. Quando parlavamo di guerra civile, ci riferivamo proprio allo stremo della stanchezza, di accettare questa situazione, che si e' fatta veramente schifosa,nauseante ed insopportabile. Ed ora io e voi, dovremmo pagare dazio, per far fronte agli sperperi che questi sporchi fetenti e ladri, hanno attuato per favorire gentaglia come i De Benedetti ed i suoi amici, mentre se io, non pago il bollo della mia macchina mi multano? Piuttosto mi ammazzo, ma da me non riceveranno una lira!

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