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Fari, torri e conventi in affitto per tutti

Da ieri online l’elenco dei beni demaniali che saranno gestiti da imprenditori privati

Fari, torri e conventi in affitto per tutti

fari

Come rifare i fari. Per ridare nuova luce alle antiche torri segnaletiche della navigazione, gli imprenditori più illuminati hanno da oggi, e fino al 19 dicembre, la possibilità di presentare un progetto di recupero e riuso, attraverso un’offerta libera, e partecipare così alla gara per la concessione fino a un massimo di 50 anni di 20 beni dal grande valore storico e paesaggistico. I tesori costieri italiani potranno così essere riqualificati con i progetti imprenditoriali giudicati più innovativi e sostenibili, ossia quelli che verranno ritenuti più capaci «di accogliere attività turistiche e ricettive sul modello della lighthouse accomodation, o iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo».

 

 

L’ASTA PUBBLICA Lo hanno annunciato ieri a Roma, presso il Circolo della Marina Militare «Caio Duilio», il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, e l’amministratore delegato di Difesa Servizi SpA, Fausto Recchia. Il portafoglio immobiliare distribuito lungo le coste del belpaese da Venezia a Pantelleria e interessa ben 8 Regioni: nel Lazio il Faro della Guardia nell’isola di Ponza, risalente alla fine dell’Ottocento, che rappresenta uno dei segnalamenti di maggior rilevanza del Mar Tirreno. In queste settimane l’Agenzia del Demanio, in collaborazione con il Touring Club e il Wwf, darà il via alle giornate #Openlighthouse che ospiteranno cittadini, operatori e investitori per visitare le strutture in «offerta». Un menù che permetterà di trasformare in bed & breakfast, ristoranti, hotel ed ostelli vari gioielli sparsi per l’Italia: i
Fari di Punta Spadillo, a Pantelleria, quello di Capo Rizzuto, a Capo Mulini (Acireale), Capofaro a Salina, Capo Milazzo, quello di Punta Libeccio a Marettimo, Punta Polveraia all’Isola d’Elba, Torre Preposti a Vieste e Faro Formiche all’isololotta Formica grande. A questi si aggiungono la Torre Angellara, il Padiglione Punta del Pero a Siracusa, lo Stand Florio a Palermo, il Faro di Capo Zafferano a Santa Flavia, il Faro di Riposto, la Torre Castelluccia Bosco Caggioni a Pulsano, il Convento San Domenico Maggiore Monteoliveto, la Torre d’Ayala a Taranto, il Faro del Po di Goro e il Faro Spignon a Venezia. Si tratterà del secondo round dopo l’aggiudicazione di 9 degli 11 fari sparsi nel resto della penisola: Murro di Porco, a Siracusa, Capel Rosso e Punta del Fenaio all’Isola del Giglio, Brucoli, ad Augusta, Punta Cavazzi, a Ustica, Capo d’Orso, a Maiori (Salerno), San Dominio, alle Isole Tremiti, Punta Imperatore a Forio d’Ischia e Capo Grosso, all’Isola di Levanzo (Trapani).

 

 

IL PRECEDENTE Il prototipo preso ad esempio è l’unica sperimentazione avviata finora in Sardegna, a Capo Spartivento, trasformato in un resort di lusso, per il quale il Demanio introita un canone di concessione di cento mila euro l’anno. «Gli esiti del primo bando di gara sono stati molto interessanti: gli aggiudicatari investiranno circa 6 milioni di euro per riqualificare le strutture e adeguarle alla loro nuova vocazione, senza alterarne le valenze architettoniche, né i contesti paesaggistici che rappresentano il fondamentale significato culturale. L’operazione avrà una ricaduta economica complessiva di circa 20 milioni di euro e un conseguente risvolto occupazionale diretto di oltre 100 operatori. Contestualmente - aggiunge Difesa Servizi SpA - lo Stato incasserà oltre 330mila euro di canoni annui che, in considerazione della differente durata delle concessioni, sarà complessivamente pari a circa 6,8 milioni di euro per tutto il periodo di affidamento. Investitori esteri, imprese locali e giovani imprenditori e società dell’industria turistico-ricettiva potranno concorrere 20 tra
fari, torri ed edifici costieri di proprietà statale oggetto del 2° Bando di Gara».

 

PAROLA D’ORDINE: QUALITÀ Nella valutazione delle offerte verranno considerati maggiormente gli aspetti qualitativi, per un peso complessivo del 60%, rispetto agli elementi economici che avranno invece un peso pari al 40%. «Siamo molto orgogliosi di questo progetto - ha detto Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia Demanio - Abbiamo preparato i bene regolarizzandoli e rendendoli pronti per il mercato e per tutti gli investitori. I fari distribuiti sul territorio italiano sono molti, ben 153. C’è ancora molto lavoro da fare».

 

NON SOLO FARI In questo secondo bando non ci sono soloantiche strutture per i segnali luminosi. C’è anche la struttura seicentesca del Convento San Domenico Maggiore Monteoliveto, a Taranto, che si affaccia sul lungomare della città vecchia. Nel corso dei secoli è stata utilizzata come palazzo signorile, convento e distretto militare. In palio perfino tre antiche torri: dalla costruzione militare del XV secolo, la Torre Angellara di Salerno, alle due che, durante l’occupazione francese, ospitarono l’esercito per la difesa della «Grande Taranto». Nel catalogo presentato addirittura l’antico buen retiro patrizio della Palermo d’inizio Novecento: lo Stand Florio. Quattromila metri quadrati realizzati nel 1905 per i notabili locali legati alle famose distillerie Florio. La nobiltà palermitana lo utilizzò come ritrovo per gare di tiro al piccione e sport acquatici.

 

«WWW.CUMPRÀ» Il mercato immobiliare pubblico non si ferma però alle sole concessioni. È sbarcato in rete all’indirizzo www.investinitaly.com proprio per vendere alcuni beni demaniali, soprattutto agli investitori stranieri interessati al belpaese. Sono 207 immobili, per un valore complessivo di un miliardo e 600 milioni, da 6 mesi messi in vetrina, anche se solo virtuale come internet, dall’Ice, l’istituto per il commercio con l’estero, in collaborazione con i Ministeri di Difesa, Sviluppo Economico ed Economia, oltre all’Agenzia del Demanio. Tra i 207 beni pubblici ce ne sono 16 laziali in vendita, dei quali 11 a Roma. Si tratta dei Palazzi Rivaldi, degli Esami, di Via Toscana e l’ex Gil di Ostia, i Villini Campos, di via Cassia e di via Panvinio, l’Hotel La Lama all’Eur, e le aree a servizio delle stazioni ferroviarie Tiburtina e Trastevere, oltre allo Stabilimento Trasmissioni nel quartiere Prati. Ma l’offerta spazia anche fuori porta: c’è il castello Roccarespampani di Viterbo, le caserme Cialdini e Tosti di Gaeta, dov?è in vendita anche il Torrione frances

 

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