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Farmaci e turismo, economia in ripresa

La crescita c’è ma resta debole. Tengono esportazioni e consumi Aumentano gli occupati, bene il settore sanitario. Soffre l’edilizia

Un quadro economico regionale in ripresa seppur ancora debole e non stabile. E un Pil previsto comunque in crescita, in linea con il trend nazionale, Tuttavia, ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi (-4,2 punti), con tendenze negative di 2,3 punti nell'Industria, 3,3 nei Servizi e di oltre 24 punti nelle Costruzioni. Questo l’ultima fotografia dell’economia regionale fatta da Unindustria che conferma le previsioni su un’area che registra comunque una lieve ripresa. Non si può ancora proprio sorridere ma l’orizzonte sembra positivo, migliore degli anni passati. Anche nel 2015 il quadro congiunturale regionale ha mostrato segnali di recupero. In base ai dati «Prometeia», il prodotto è cresciuto dello 0,8 per cento, in linea con la media nazionale. La moderata ripresa, favorita dai consumi e dall’andamento della domanda estera, ha interessato tutti i settori produttivi con l’eccezione delle costruzioni. Inoltre, secondo i dati, le imprese di minori dimensioni hanno fatto registrare risultati meno positivi di quelli delle aziende più grandi. Permangono incertezze sull’entità e la solidità della crescita, legate all’evoluzione del quadro internazionale e alla dinamica degli investimenti, ancora debole. Nell’industria, le esportazioni e il buon andamento dei comparti di specializzazione regionale ne hanno sostenuto la dinamica. In alcuni settori manifatturieri, soprattutto a tecnologia media e alta, emergono segnali di recupero dei livelli produttivi precrisi, in misura più evidente nelle province di Roma e Latina.

Tornando al mercato immobiliare. Le transazioni sono in lieve ripresa, anche perché i prezzi delle abitazioni hanno fatto registrare un ulteriore calo. Nonostante la flessione, le quotazioni rimangono su livelli elevati nel confronto con le altre aree del paese, anche rispetto a quelle ad elevata urbanizzazione; ne deriva una capacità di acquisto dell’abitazione delle famiglie tramite un mutuo di gran lunga inferiore a quella delle famiglie residenti in altre regioni.

Nel terziario, principale comparto dell’economia regionale, le presenze di turisti e la spesa dei visitatori stranieri hanno proseguito a crescere, sebbene a un tasso inferiore a quello dell’anno precedente; nei trasporti l’attività portuale si è espansa. Grazie al recupero del reddito disponibile i consumi di beni durevoli si sono riavviati; i consumatori hanno privilegiato gli esercizi commerciali di maggiore dimensione. In questo scenario, le esportazioni di beni hanno significativamente accelerato, sospinte dal settore farmaceutico che ha contribuito per oltre due terzi alla crescita; le esportazioni di servizi, pari a oltre tre quarti di quelle dei beni, sono ulteriormente aumentate. Andiamo al mercato del lavoro, dove ci sono segnali di un lieve miglioramento. Gli occupati sono cresciuti in misura contenuta, grazie al comparto dei servizi; l’aumento ha interessato solo quelli alle dipendenze. Le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni sono diminuite. Il tasso di disoccupazione si è ridotto, anche per il calo del numero di persone in cerca di occupazione, rimanendo tuttavia su livelli elevati, superiori alla media delle regioni centrali.

Dopo un andamento positivo nella prima metà del 2015, dall’autunno il credito al settore privato non finanziario (famiglie e imprese) è tornato a diminuire, per il calo dei prestiti alle imprese che hanno risentito della debolezza degli investimenti. La riduzione dei finanziamenti ha, inoltre, riflesso alcune operazioni straordinarie di un numero limitato di grandi imprese dei servizi, al netto delle quali il calo dei prestiti alle aziende si sarebbe pressoché dimezzato. Solo nei comparti più dinamici del settore manifatturiero si è registrata un’espansione. Le banche segnalano una domanda di finanziamenti in recupero, ma ancora debole per le incertezze sulla ripresa congiunturale. Secondo le valutazioni di banche e imprese le condizioni di accesso al credito sono ulteriormente migliorate; le politiche di offerta rimangono prudenti. I finanziamenti garantiti dal Fondo centrale di garanzia alle piccole e medie imprese regionali sono rapidamente cresciuti; tra il 2013 e il 2015 la loro quota sul totale nazionale è raddoppiata.

Quanto ai mutui. Dall’inizio dell’anno sono cresciuti quelli per l’acquisto delle abitazioni; in corrispondenza del calo del differenziale tra tassi fissi e variabili è aumentato il peso delle nuove erogazioni a tasso fisso. La riduzione dei tassi favorisce il contenimento del servizio del debito delle famiglie indebitate; nel 2015 il valore dei mutui per i quali sono stati ridefiniti i tassi ha superato l’8 per cento delle consistenze in essere all’inizio dell’anno. Rispetto alla fine del 2014, la qualità del credito in regione è lievemente peggiorata sia per le imprese sia per le famiglie. Tra i comparti produttivi il tasso d’ingresso in sofferenza è aumentato nel manifatturiero e nell’edilizia; si è ridotto nei servizi. Per le famiglie l’indicatore rimane comunque su livelli contenuti e in linea con la media italiana. Le nuove sofferenze di famiglie e imprese sono riconducibili prevalentemente ai prestiti per i quali si erano già manifestate difficoltà nel rimborso. È proseguita la crescita dei depositi di famiglie e imprese della regione, sostenuta da quella dei conti correnti.

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