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Tariffe del telefono all’estero Bruxelles riprova a tagliarle

Nuova proposta: roaming nell’Ue libero. Ma niente abusi

Tariffe del telefono all’estero Bruxelles riprova a tagliarle

La Commissione Europea ci riprova. Dopo lo stop dell’Europarlamento, arriva una nuova proposta per regolamentare il roaming, e cioè gli extra-costi per telefonare o di per consentire il traffico dati quando si è in viaggi. Dunque si conferma che non ci sarà alcun limite di giorni al roaming gratuito in Ue da quando entrerà in vigore il 15 giugno dell’anno prossimo. Ma per evitare abusi a danno degli operatori telefonici, come per esempio l’uso di una sim emessa in Lettonia in modo permanente in Germania dove i prezzi sono più alti, sarà usato il principio di residenza dell’utente e saranno gli stessi operatori a monitorare le distorsioni e i furbetti. Così in caso le compagnie individuassero anomalie o abusi potranno intervenire. La nuova proposta è stata presentata ieri dal vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip e dal commissario Guenther Oettinger. Arriva dopo quella ritirata una decina di giorni fa dal presidente Jean Claude Juncker che prevedeva almeno 90 giorni gratuiti e copriva così il 99% dei casi di roaming. Il collegio dei commissari, concordando sul fatto che «non dovrebbero esserci limiti in termini di tempi o di volume per i consumatori quando usano i loro apparecchi mobili all’estero nell’Ue», ha discusso ieri regole che «consentiranno a tutti i viaggiatori che utilizzano una sim card di uno Stato membro in cui risiedono, o con il quale hanno legami stabili, di usare il loro apparecchio mobile in qualsiasi altro Paese Ue, proprio come se fossero a casa». Per «legami stabili» si intendono, per esempio, quelli relativi ai «pendolari per lavoro», agli «espatriati che sono frequentemente presenti nei propri Paesi di origine» o agli «studenti all’estero per l’Erasmus». Il nuovo sistema proposto dalla Commissione prevede nel contempo «forti salvaguardie per gli operatori», cioè le compagnie telefoniche, preoccupate per gli abusi possibili, alla luce delle forti differenze di tariffe esistenti tra i vari Paesi e tra i diversi operatori. Le industrie delle tlc saranno protette, promette la Commissione, da «salvaguardie contro gli abusi basati sulla residenza o sui legami permanenti con un Paese Ue». Il roaming, continua la Commissione, «è per i viaggiatori». La bozza «permette agli operatori di controllare i profili di utilizzo per evitare che il meccanismo «Roam like at home» (usa il roaming come se fossi a casa, ndr) sia oggetto di abusi. Una lista non esaustiva di criteri include: traffico domestico insignificante a fronte di quello in roaming; lunga inattività di una sim card associata con l'uso per lo più, se non esclusivamente, in roaming; sottoscrizione e uso sequenziale di più sim da parte dello stesso cliente in roaming. In questi casi, gli operatori dovranno allertare il cliente». «Solo nel caso in cui queste condizioni sussistano - continua l'esecutivo di Bruxelles - gli operatori dovranno poter applicare piccole sovratariffazioni (la Commissione propone un massimo di 0,04 euro al minuto per chiamata, 0,01 euro per sms e 0,0085 euro per megabyte). In caso di disaccordo, le procedure di reclamo devono essere organizzate dall'operatore. Se la disputa non viene risolta, il cliente può rivolgersi all'autorità regolatoria nazionale, che risolverà il caso».

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