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31/01/2016 06:03

IL RETROSCENA

E Renzi ora guarda alle Generali

Manovre e manager per il dopo-Greco. Spunta Cucchiani

GENERALI: DELLA VALLE, E' STATO UN CONSIGLIO ECCELLENTE

Lo danno tra i favoriti per la poltrona che Mario Greco, ormai ex ad, ha lasciato libera alle Generali di Trieste. Philippe Donnet, oggi amministratore delegato di Generali Italia, risponde al profilo disegnato da Leonardo Del Vecchio, azionista rilevante del gruppo assicurativo. «Un manager interno» ha detto il patron di Luxottica per indicare il nuovo timoniere del gruppo del Leone alato. Strada spianata per lui insomma. Intoccabile sarebbe, invece, il presidente Galateri. Almeno per ora. Sì perché secondo quanto risulta a Il Tempo nei giorni scorsi negli uffici di via Bissolati a Roma sarebbe entrato per incontrare Donnet una figura importante nel panorama finanziario italiano: l’ex Ceo di Intesa SanPaolo, Tommaso Cucchiani, grande esperto di assicurazioni visto che è stato presidente di una delle più grandi compagnie europee del settore come Allianz. E che ha un vecchio pallino, mai celato, di insediarsi lui stesso nello scranno di presidente delle Generali. Candidato da Cesare Geronzi al vertice di Trieste quando questi non vi era ancora approdato, poi come uomo delle assicurazioni in grado di sostituire il numero uno Giovanni Perissinotto, i suoi tentativi sono però sempre andati a vuoto. Ora le condizioni sono cambiate e la nuova fase politica potrebbe consentirgli di arrivare laddove non è mai riuscito. E l’incontro con Donnet potrebbe essere il segnale di un nuovo tentativo di posizionamento. Questa volta, però, il destino di Cucchiani potrebbe essere legato a doppio filo con quello di Matteo Renzi che, come ogni capo di governo che il Paese ha avuto, non disdegna affatto l’idea di ingraziarsi, o anche avere una forte moral suasion, su una società il cui patrimonio complessivo è pari a un buon 30 per cento del Pil nazionale. Cucchiani non ha mai nascosto il suo appoggio al premier e fin dagli inizi si iscrisse al partito degli ottimisti. «Pensare positivo è un imperativo categorico e quindi non possiamo che essere tutti allineati a questo imperativo» disse Cucchiani, a proposito del nuovo governo che Renzi si apprestava a varare. «Certamente - sottolineò Cucchiani- non si può non notare una voglia e una energia rivolte al cambiamento che sono comunque requisiti essenziali affinché questo cambiamento avvenga». Insomma una dichiarazione pubblica di sostegno che ora potrebbe tornargli utile. Sì perché potrebbe incrociare la fame di poltrone che connota l’agire renziano e che potrebbe estendersi anche alla galassia delle Generali. Una zona di influenza ancora poco attratta dalla sirene del renzismo e sulla quale non è escluso un affondo a breve. In fondo un altro dei suoi sponsor, il finanziere Davide Serra, provò nel 2008, a sfondare le barriere poste all’ingresso della governance del Leone dall’allora presidente delle Generali, Antoine Bernheim. Un tentativo vano. Nessuno seguì le istanze di rendere più dinamica e redditizia la compagnia. E Serra si ritirò in buon ordine. Ma ora anche per lui ora si potrebbe aprire una nuova fase. Muovere su Trieste da Roma non è mai stato così semplice. Anche Geronzi, dominatore della finanza italiana per decenni, dovette annunciare la resa dopo avere tentato di portare a Roma il centro decisionale delle assicurazioni. Il filo rosso che lega Donnet, Cucchiani, Serra e Renzi potrebbe essere proprio quello di ripetere il tentativo fallito di togliere la centralità a Trieste. Così il contatto Cucchiani-Donnet, segna forse, l’inizio di un nuovo round per sedersi sul tesoro delle Generali.

Filippo Caleri






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