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Canone Rai anche per tablet e pc

Tassa estesa a tutti gli apparecchi usati per lavorare ma in grado di ricevere la tv

Unacircostanza determinata dall'interpretazione estensiva delle normativa per il balzello destinato alla televisione pubblica. Obbligati a pagare il canone classificato come speciale sono infatti le imprese e le società che hanno il possesso di apparecchi che possono captare la rete di Stato. Una norma sempre esistita ma riportata in vita dal decreto «Salva Italia» che obbliga le aziende a riportare nella dichiarazione dei redditi il numero di abbonamento. Fin qui la legge. L'ipotesi di una tassazione estesa anche alle tavolette digitali e ai cellulari di nuova generazione ha fatto infuriare gli utenti del web, più sensibili di tutti a tasse sul mondo nato libero di internet. La protesta ha fatto scendere in campo, anzi in rete, imprenditori e liberi professionisti che possiedono computer, tablet e anche smartphone con connessione a internet, tanto che su Twitter l'hashtag #raimerda (ovvero l'argomento ricercato sul sito di messaggi brevi) ha conquistato la vetta della classifica dei Trending Topics (TT). La denuncia era stata fatta nei giorni scorsi da Rete Imprese Italia che aveva fatto anche i conti: le aziende avrebbero dovuto pagare una somma da un minimo di 200 euro fino a 6.000 euro l'anno, per un incasso da parte del fisco di circa 980 milioni di euro. Poi lo spot relativo a questo nuovo obbligo, trasmesso durante le cinque serate di Sanremo ha fatto crescere il dissenso. «Come aiutare le Pmi italiane aggiungendo tasse senza senso...», «Come può un Regio decreto del 1938 influenzare il mondo massmediale del ventunesimo secolo?», «Se arriva in azienda la richiesta di pagamento del canone rai, mi faccio prendere per pazzo. Questa è mafia», «Già non guardo #raimerda in tv, secondo voi mi metto a guardarla sul computer?»: sono solo alcuni dei tantissimi tweet che continuano ad affollare la rete a ritmo vertiginoso e c'è chi si appella al capo del governo: «Caro #Monti, visto che dici di voler fare le liberalizzazioni, chiudiamo la tv di stato risparmiamo un sacco di soldi». Oltre alle alle riflessioni più serie, non manca l'ironia della rete: «Ho l'orologio Casio, quello col quadrante digitale e coi numeri grossi, devo pagare il canone?», «L'altro giorno ho visto un manifesto per una fiction rai, devo pagare un canone per gli occhi?», «Se hai un lenzuolo bianco appeso al muro DEVI pagare il canone». Rete Imprese Italia, guidata dal presidente di turno, Marco Venturi che ha definito il balzello «assurdo» ha inviato una lettera inviata a Monti e al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, sollecitando «l'esclusione da qualsiasi obbligo di corrispondere il canone in relazione al possesso di apparecchi che fungono da strumenti di lavoro per le aziende, quali computer, telefoni cellulari e strumenti similari». .

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