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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

31/01/2012, 10:48

Disoccupazione record: senza lavoro un giovane su tre

Senza impiego l'8,9% della popolazione: più di 2,2 milioni di persone. Peggio di così solo nel 2001.

Lavoro, un ragazzo davanti a un centro per l'impiego A dicembre il numero di disoccupati in Italia ha raggiunto quota 2 milioni e 243mila: si torna così ai livelli di disoccupazione di dieci anni fa. Lo comunica l'Istat. L'esercito dei disoccupati è dunque in forte aumento e torna ai livelli del primo trimestre del 2001 se si prendono in considerazione le serie storiche trimestrali dell'Istituto di statistica. I più penalizzati, a dicembre, sono gli uomini: il tasso di occupazione maschile si attesta al 67,1%, dato più basso dal primo trimestre del 1999, mentre il tasso di disoccupazione maschile sale all'8,4%, dato più alto sempre dal primo trimestre del 1999.


COME DIECI ANNI FA
A dicembre 2011 il tasso di disoccupazione è salito all'8,9% in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre e di 0,8 punti percentuali su base annua: si tratta del dato più alto dal gennaio 2004, anno d'inizio delle serie storiche mensili dell'Istat. Se si prendono in considerazione le serie storiche trimestrali, invece, per ritrovare un tasso di disoccupazione così alto bisogna tornare al terzo trimestre del 2001. I tecnici dell'Istat hanno spiegato che, sempre a dicembre 2011, "c'è stato un peggioramento consistente del mercato del lavoro, soprattutto per un incremento della disoccupazione maschile". Il numero dei disoccupati ha raggiunto quota 2.243.000, in aumento dello 0,9% rispetto a novembre (20mila unità) e l'incremento è dovuto esclusivamente alla componente maschile: su base annua si registra una crescita del 10,9% (221mila unità).


DISOCCUPAZIONE MASCHILE +15%  La disoccupazione maschile cresce, dunque, del 5,1% rispetto a novembre e del 15,1% su base annua. Diminuisce invece il numero di donne disoccupate rispetto a novembre del 3,9% mentre aumenta del 6,2% in termini tendenziali. L'Istituto di statistica ha inoltre rivisto al rialzo il tasso di disoccupazione di novembre 2011 portandolo dall'8,6% all'8,8%.


MENO INATTIVI Quanto all'occupazione, a dicembre 2011, gli occupati sono 22.903.000, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile. Su base annua l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-23mila unità). Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, stabile su base mensile e in calo di 0,1 punti percentuali su base annua. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,2% (-43mila unità) rispetto a novembre. Il tasso di inattività si posiziona al 37,5% con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti su base annua.


UN RAGAZZO SU TRE SENZA LAVORO Resta altissimo l'allarme per i giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 31%, in lieve diminuzione (0,2 punti percentuali) rispetto a novembre. Su base annua il tasso di disoccupazione dei giovani di età compresa tra 15 e 24 anni aumenta di 3 punti percentuali. In sintesi quasi un giovane su tre, di coloro che partecipano attivamente al mercato del lavoro, è disoccupato.

 

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31/01/2012

  • 01/02/2012 10:34
    C'e' qualcosa che non torna. Disoccupazione ai massimi, 1 giovane su tre senza lavoro. Come mai ci sono tanti immigrati in Italia e nessuno parla di bloccare i flussi?
  • 31/01/2012 15:00
    Ora sarà peggio: la riforma pensioni obbliga a stare a lavoro i vecchi che occupano il posto per i giovani. Non solo i datori di lavoro si troveranno a pagare di più gente ormai consunta. Quindi i disoccupati aumenteranno proprio per colpa della Fornero...vogliamo pure mistificare questa verità??
  • 31/01/2012 11:35
    parliamo solo di disoccupati: cioè di coloro che non sono mai riusciti a trovare un lavoro anche se stanno superando la soglia dei 35 anni, la quale, chissà per quale arcana prevsione, non sarebero considerati più guiovani.Allora sarebbero condannati alla disoccupazione permanente e a rfestare a carico dei genitori, pur impegnandosi nella ricerca di un lavoro per il quale si sentono sempre rispondere, dopo decine di colloqui, appena possibile la chiameremo. Per una chiamata che non arriva mai.STIAMO CREANDO UNA SOCIETà DI BARBONI.
  • 31/01/2012 11:11
    Solo? Come minimo servono altri 3 milioni di immigrati, le "risorse", come le chiama Napolitano
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