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05/07/2010, 19:17
Il testo in Aula mercoledì. Gianni Letta: "Giornata calda, non solo per il clima". L'imprevisto, black-out in commissione: "Sarà colpa dei tagli..." Previdenza, "scalone unico" nel 2012. Confindustria: rassicurazioni da Tremonti e Berlusconi.
"Oggi è una giornata particolarmente calda, e non solo per la meteorologia". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta commenta così la lunga giornata politica che precede l'incontro di questa sera tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulla manovra fiscale. Giornata difficile, per la maggioranza, dopo le dimissioni di Aldo Brancher da ministro del decentramento dopo la bufera sulla richiesta di legittimo impedimento avanzata nel processo Antonveneta in cui è imputato. "Siamo alle prese - ha dettp Letta- con una manovra difficile che rappresenta una crisi che non è solo italiana ma mondiale, e impone rinunce, sacrifici e questi maledetti tagli che tutti inseguono e nessuno vuole, tutti riconoscono giusti ma tutti auspicano che riguardino gli altri".
BLACK OUT SOSPETTO - Rush finale sul testo in commissione Bilancio del Senato sulla manovra, che andrà in Aula mercoledì, anche se si è dovuto registrare uno stop dei lavori a causa di un black out cui è seguito un forte odore di bruciato e gas. I senatori hanno abbandonato l'Aula e si sono riversati chi in cortile a fumare una sigaretta, chi alla buvette a prendere un caffè. Il forte odore, ha spiegato un senatore, "è cominciato a uscire dai bocchettoni dell'aria condizionata quando è tornata la luce e si è riavviato il generatore e sembra odore di gas". Probabilmente si tratta di gas refrigerante, anche se qualche senatore ha scherzato dicendo che si tratta "dell'effetto dei tagli ai costi della politica di Tremonti".
PENSIONI, SCALONE NEL 2012 - Per quanto riguarda le pensioni è stato approvato dalla commission l'emendamento del relatore della manovra, Antonio Azzollini, che stabilisce che dal 2012 le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 65 anni. E dal 2015 scatterà invece l'agganciamento dei requisiti d'età all'aumento dell'aspettativa di vita. Nel 2012 arriverà quindi lo scalone unico per l'uscita, misura che riguarderà 20-25 mila donne. Allo stesso tempo si accelera sull'agganciamento dei requisiti di pensionamento all'aumento dell'aspettativa di vita: partirà il primo gennaio 2015. La novità dell'ultimo minuto, contenuta in un subemendamento presentato dalla senatrice Maria Ida Germontani (Pdl), approvato oggi, è che la seconda revisione dei requisiti non sarà più dopo un anno, ma nel 2019, quindi dopo quattro anni. Confermata la marcia indietro sui 40 anni di contributi: inizialmente l'emendamento agganciava anche l'anzianità contributiva all'adeguamento alla speranza di vita. Nella versione corretta che ha avuto l'ok della commissione Bilancio, salta questa parte della norma.
INDUSTRIALI SODDISFATTI - Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine dell'assemblea degli industriali di Reggio Emilia, si è mostrata soddisfatta sulle modifiche che potrebbero esere approvate dalla commissione. "Proprio qualche minuto fa ero al telefono con il ministro Tremonti e il presidente Berlusconi e penso di poter dire che le nostre richieste sono state accolte". Il numero uno di Confindustria ricorda, in particolare, che l'associazione aveva "espresso alcune perplessità sui temi fiscali e sul problema dell'articolo 45, che riguarda le rinnovabili". Ora, quindi, "dovremo andare verso la soluzione dei problemi che avevamo sollevato", spiega Marcegaglia, che ricorda i temi posti da industriali e imprenditori, ovvero "un problema legato agli accertamenti fiscali, laddove per il 50% i soldi diventavano immediatamente sequestrabili prima di una sentenza di primo grado". "Eravamo contrari -rammenta anche- al tema dell'articolo 45 sulle energie rinnovabili. Noi riteniamo - sottolinea Marcegaglia - che sia un settore su cui investire. Così com'era il provvedimento rischiava di dare un colpo molto duro a questo settore". "Mi pare di poter dire, poi aspettiamo definitivamente le decisioni, che però questi temi dovrebbero essere risolti e sono state accolte -ribadisce Marcegaglia- le nostre decisioni".
05/07/2010