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Banche, asse Bossi-Tremonti

Banche, asse Bossi-Tremonti

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a margine di un convegno sul futuro delle piccole e medie imprese

L'occasione per parlare di banche e banchieri è stato un convegno sul futuro delle pmi, tenutosi in mattinata a Busto Arsizio, nel varesotto, storica roccaforte del Carroccio. E la sintonia sulle banche tra il ministro delle Riforme e il responsabile dell'Economia c'era. mentre Bossi avverte: bene gli aiuti ma solo se servono alle imprese, sennò sono inutili. Tremonti ribatte: è necessario un sistema di controllo, non salveremo i banchieri falliti ma le famiglie.

Intanto è in programma per mercoledì prossimo l'incontro tra il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e i prefetti per l'istituzione degli Osservatori periferici per il controllo del credito. "Lo Stato incoraggia e tutela il risparmio, disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito".  Così Giulio Tremonti, citando testualmente l'articolo 47 della Costituzione, parlando a proposito del provvedimento per l'istituzione dei bond patrimoniali a favore delle banche.

"Mai come in questo momento - ha detto Tremonti in un convegno a Busto Arsizio - è  l'articolo più importante della Costituzione; dobbiamo tutelare il risparmio ma anche controllare l'esercizio del credito. Non pretendiamo che le banche smettano di fare le banche ma devono fare qualcosina di piu', e pensiamo che sia fattibile con questi nuovi strumenti. Per sorvegliare si attiveranno le prefetture della Repubblica attraverso gli osservatori periferici del credito che coinvolgeranno più soggetti". Tremonti ha poi aggiunto che "dobbiamo salvare le famiglie, il lavoro, le imprese e la parte buona delle banche, ma non possiamo salvare i banchieri falliti, è inaccettabile, anche se è quello che viene tentato di fare in troppe parti del mondo".

Sempre riguardo alle banche ha citato "la saggezza del bonus pater familias": "Troppe volte nelle banche si è pensato più al bonus che alla familias". Gli aiuti che il governo darà alle banche dovranno servire per sostenere le imprese, ha invece ammonito il ministro delle Riforme, Umberto Bossi. "Abbiamo dato i soldi alle banche non per loro - ha affermato Bossi - ma perche' li diano alle imprese, se non li danno allora e' inutile aiutarle". Bossi concorda inoltre con Tremonti su un meccanismo di monitoraggio del credito affidato alle prefetture: "Serve un sistema di controllo legato al governo". E proprio su questo punto verterà l'incontro di mercoledì tra Maroni, e i prefetti, per l'istituzione degli Osservatori periferici per il controllo del credito.

"L'Osservatorio riguarderà tutto il credito - ha spiegato Tremonti - non solo le banche che hanno richiesto gli strumenti che i giornali chiamano 'bond', ma anche le altre. Non significa commissariare le banche ma è una scelta di trasparenza e responsabilita'. All'Osservatorio si chiedera' di fare una mediazione civile, una analisi dei casi e di tentare di trovare una soluzione". Nell'Osservatorio saranno presenti associazioni di industriali, sindacati, camere di commercio, "ci sarà anche la stampa. Non deve essere un tavolo di scontro ma di incontro dove tutti insieme si cerca una soluzione. Se necessario potrebbe essere presente anche l'Agenzia delle Entrate".
 

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