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Acea, l'addio di Mangoni delude la Borsa

Arrivano le prime ripercussioni dell'uscita dell'ad Andrea Mangoni da Acea, la municipalizzata romana dell'energia presieduta da Giancarlo Cremonesi, ufficializzata lunedì notte. La prima tegola sul nuovo corso impostato dal Comune di Roma, azionista di maggioranza, che con la richiesta di sostituire Mangoni (in arrivo quasi certamente al suo posto l'ex ad di Lottomatica, Marco Staderini) ha spezzato il vecchio progetto di un ingresso più operativo dei francesi di Suez-Gdf nella gestione commerciale di Acea, è arrivata dalla Borsa di Milano. il titolo ha toccato un picco negativo a 7,75 euro, segnando un calo del 12%, per poi chiudere con un ribasso del 9,88%. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha minimizzato: «Un contraccolpo in Borsa in una fase di transizione è normale. Non sono preoccupato».

Quanto al dopo Mangoni, in pole resta Staderini, ex ad di Lottomatica e sebbene sulla candidatura il primo cittadino non si sia espresso: «dipende dal cda», secondo quanto risulta a Il Tempo l'arrivo del manager sarebbe ormai cosa certa. Sicura è anche l'intenzione del Comune di «attuare un grandissimo piano di rilancio dell'Acea per conquistare nuove quote di mercato».

Ad inghiottire amaro è stato il gruppo franco-belga Suez, secondo azionista di Acea con circa il 10% del capitale, che ha bocciato la decisione di allontanare Mangoni. «È molto sorprendente e non capisco una decisione che va contro gli interessi dei soci di minoranza», ha detto Jean-Luis Chaussade, ad di Suez Environment, che siede nel cda di Acea. Suez, insomma, non condivide affatto la strada imboccata dal Comune, che, tra l'altro, rimette in discussione la possibilità di creare una joint venture tra la stessa Acea e Suez-Gaz De France per la vendita congiunta di elettricità e gas.

Le peripezie nell'organo di comando di Acea continuano. Le indiscrezioni parlano di altre possibili defezioni dal consiglio d'amministrazione, con l'uscita di Piero Giarda. In cantiere anche una possibile convocazione di un cda straordinario a breve. In molti scommettono, infine, sulla crescita di Gaetano Caltagirone nel capitale. Nei mesi scorsi Caltagirone aveva confermato la sua intenzione di salire ancora dal 5% al 7,5%.

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