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La crisi preme ma non per tutti

La crisi c’è. Ed è innegabile il suo effetto sull’economia e sui consumi delle famiglie italiane. Ma tra il pessimismo cosmico dei titoli dei mass media, sparati quasi con effetto intimidatorio, e il nascondere la testa sotto la sabbia, c’è sempre una giusta e virtuosa via di mezzo.

Così se il prodotto interno lordo è sceso nel 2008 dell’1%, come certificato dall’Istat lunedì scorso, e il dato è innegabilmente negativo, c’è spazio anche per trovare scartabellando tra le cifre anche uno spiraglio di ottimismo. Si può partire dai dati dell’occupazione. In calo. Ma stando all’Istat il dato di dicembre dello scorso anno, da cui risultava un perdita di posti pari allo 0,7% rispetto a un anno prima, non era così catastrofico come
descritto.

La parte meno evidenziata è stata quella che dava per invariata l’occupazione rispetto al mese precedente. Insomma l’emorragia annunciata e temuta non si è verificata. Le «cassandre» dell’economia l’hanno spostata
tra la fine di maggio e l’inizio di giugno del 2009. Nell’attesa qualcuno continua, però, ad agitare le acque e spaventare i lavoratori più deboli e cioè i precari. Ieri la Cgil ha gettato benzina sul fuoco: sarebbero 420 mila gli occupati a termine a cui non sarebbe rinnovato il contratto nel pubblico impiego, metà dei quali nella scuola.

Eppure chi, come il ministro della Funziona Pubblica Renato Brunetta ha l’effettivo polso della situazione, ha spiegato che «i numeri della Cgil sono inventati e da irresponsabili». Non c’è nessun decreto taglia posti in
arrivo mentre partirà un monitoraggio reale per capire i margini di una possibile stabilizzazione di chi ha i giusti requisiti. Per ora dunque niente pericoli di licenziamento. Notizia positiva. Non è la sola. La crisi ha indotto il governo, in accordo con Bruxelles, ad erogare incentivi per l’acquisto di nuove auto.

Il bonus non è certo la panacea del male oscuro del settore che sconta un ritardo tecnologico di decenni rispetto alle nuove esigenze ambientali e di consumo. Ma nel breve termine il loro effetto è indubbio. Così le concessionarie sono di nuovo frequentate da italiani incuriositi dagli sconti che possono arrivare fino a 5 mila euro per i modelli più puliti. E che non sia solo una sensazione degli addetti ai lavori è dimostrato dalle parole del responsabile del marchio Fiat, Lorenzo Sistino che ha commentato i dati delle vendite con un’iniezione di fiducia: «Nelle ultime settimane i nuovi contratti sono cresciuti significativamente e Fiat ha più che raddoppiato le sue vendite rispetto a gennaio e raggiunto il 40% di contratti in più rispetto al 2008. Queste auto verranno registrate nei prossimi mesi».

Un segnale che a mancare, in realtà, non siano le risorse ma la fiducia, tramortita dalle notizie negative e il cui unico effetto è il rinvio degli acquisti. Stesso trend nel comparto delle moto. I dati ancora non ci sono ma, a detta degli operatori, i primi dati dopo il varo del bonus danno per certa, anche se non quantificabile, un’inversione di tendenza negli ordini. L’amore per il telefonino resta immutato. E le aziende vanno a gonfie vele. Nei giorni scorsi Wind ha dichiarato un balzo dell’utile del 2008 del 94% a quota 385 milioni di euro. Nel solo quarto trimestre i ricavi sono cresciuti del 12,5% a 503 milioni di euro.

Stesso trend per Vodafone che ha chiuso l’ultima parte dell’anno con ricavi da servizi per 2.102 milioni di euro (+7%). Nessuno si esprime su quello che sarà nell’anno in corso. Ma intanto le aziende continuano a incassare. Un bicchiere mezzo pieno insomma. A cui si aggiunge l’inflazione in discesa costante e arrivata a gennaio all’1,6%.

La riduzione dei prezzi è palpabile al distributore di benzina dove il petrolio in ribasso ha portato un litro di verde sempre più vicino a un euro. Un sensibile risparmio arriverà con le prossime bollette di luce e gas ridotte tra il 2 e l’8%. Una situazione che premia per ora chi ha un reddito fisso meglio ancora se con un mutuo variabile per la casa. L’Euribor il parametro a cui sono agganciate le rate è sceso a livelli bassissimi. Domani la Bce potrebbe portare il tasso di sconto all’1,5% con ulteriori economie nei bilanci familiari. Insomma la crisi c’è, ma gli anticorpi al nichilismo economico ono già all’opera. Un dato per tutti. Non è economico ma è quella che dà la maggiore fiducia nel futuro. Nel 2008 ci sono state circa 12 mila le nascite in più rispetto al 2007. Più fiducia di così.

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