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Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Sono la massima garanzia ...

Si chiamano Ucitis 3 e trovano il loro fondamento in una direttiva di Bruxelles. Eppure nemmeno loro hanno retto l'urto della crisi finanziaria globale. La loro debolezza nel proteggere dai crac finanziari è stata dimostrata qualche mese fa in Austria. È successo quando Sonja Kohn, proprietaria del 75% della Bank of Medici, e amica del broker Madoff (il guru di Wall Street che ha truffato clienti miliardari con il sistema della catena di S. Antonio applicato alla finanza), ha dichiarato perdite per tre dei 50 miliardi mandati in fumo complessivamente nella truffa planetaria. Ebbene uno dei fondi utilizzati per parcheggiare e gestire la liquidità dall'istituto viennese era tutelato proprio dagli Ucitis 3. Un segnale dell'estrema difficoltà, da parte di qualunque sistema di controllo, nel valutare precisamente il rischio connesso alle attività finanziarie. E confermato dall'analisi svolta sul tema dalla società Ernst&Young. «Il rischio non è mai statico e dunque prevedibile - spiegano i consulenti in un rapporto - anzi è in costante evoluzione. È dunque imperativo per le organizzazioni economiche formarsi una visione strategica per contrastarli». Gli stessi consulenti però, pur avendo individuato un elenco dei 10 maggiori rischi che minacciano l'economia mondiale non danno soluzioni concrete per misurarli. Insomma se la teoria è ampiamente discussa gli strumenti di valutazione non sono forniti con altrettanta dovizia di particolari agli operatori. Una mancanza che può rivelarsi disastrosa anche in Italia dove, con un decreto del ministero dell'economia e delle finanze (il numero 206 emanato il 24 dicembre scorso) sono stati regolamentati i requisiti di professionalità e onorabilità per l'iscrizione delle persone fisiche all'albo dei consulenti finanziari. E cioè degli esperti chiamati a valutare gli investimenti e i rischi connessi. Per accedere alla professione basta il solo diploma di scuola secondaria e una prova selettiva per verificare la conoscenze specialistiche in materie giuridiche, economiche e finanziarie. Ma è anche previsto l'esonero dall'esame e l'iscrizione d'ufficio all'albo per i promotori finanziari che abbiano già esercitato l'attività professionale per conto di banche e intermediari. Esattamente la categoria che negli anni scorsi è stata l'anello finale della vendita di bond e obbligazioni (con i casi più eclatanti della Cirio di Sergio Cragnotti e della Parmalat di Calisto Tanzi) e di operazioni di finanza derivata ai privati e al settore pubblico che non hanno mantenuto le promesse di solidità. Molti tra loro hanno ammesso di aver ricevuto pressioni dalle reti di vendita per piazzare i prodotti. Ora però, senza un controllo accurato dell'effettiva capacità di misurare il rischio connesso agli investimenti, saranno i soli autorizzati a valutare in maniera positiva o negativa gli asset finanziari.

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