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Unicredit dice sì a Profumo e Rampl

Confermato dunque l'intero consiglio di amministrazione composto da 23 membri mentre restano al loro posto anche l'ad e il presidente. Ad annunciare la conferma è stato ieri Vincenzo Calandra Buonaura, rappresentante di Carimonte Holding, una delle fondazioni azioniste con il 3,347% del gruppo di piazza Cordusio.

Si chiude così il primo round di una partita che si era fatta spinosa venerdì scorso quando la fondazione Cariverona, ha deciso a sorpresa di non mantenere l'impegno a sottoscrivere la propria quota dell'emissione obbligazionaria convertibile da 3 miliardi necessaria per ricapitalizzare l'istituto. La notizia della riconferma dei vertici è stata accolta positivamente dalla Borsa: la quotazione di Unicredit, che era già in rialzo dall'inizio della giornata, è salita del 5,12% a 1,46 euro.

A prendere il posto della Cariverona saranno come da impegni presi - ha spiegato lo stesso Calandra - i soci libici (la Central Bank of Libya che ha in portafoglio, secondo la Consob, il 4,613%), i torinesi di Crt (soci con il 3,792%), che hanno poi quantificato in 80 milioni il loro impegno a sottoscrivere una parte dei cashes, lasciati «scoperti» da Cariverona. Non mancherà all'appuntamento la Carimonte.

Hafed Gaddur, ambasciatore di Libia in Italia, non ha commentato la decisione della Cariverona ma ha prenotato la vicepresidenza di Unicredit: «ci tocca di diritto, credo». Toccherà ora al Cda del 12 febbraio indicare fra l'altro il numero dei vicepresidenti e sarà, in seguito, compito dei soci quello di mettere nero su bianco i nomi dei candidati della lista di maggioranza.

Quanto a Cariverona, dopo il tentativo andato male di imporre un ricambio al vertice, dovrà valutare se presentare una propria lista di minoranza. Ieri intanto Gianfranco Gutty, vicepresidente di Unicredit per conto dell'ente veronese, ha partecipato al comitato nomine, senza rilasciare commenti all'uscita.

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