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Recessione Il colosso giapponese dell'hi-tech chiuderà 27 impianti

Panasonic taglia 15 mila posti nel mondo

Panasonic si avvia a chiudere nel peggiore dei modi il primo esercizio con il nuovo nome che è anche il marchio del gruppo più conosciuto nel mondo. La ex Matsushita Electric ha annunciato il taglio di 15 mila posti di lavoro a livello totale e la chiusura di 27 impianti (alcuni nelle Filippine e in Malesia, mentre è da decidere il destino delle nove strutture europee) per contrastare gli effetti della crisi che costerà comunque la prima perdita in bilancio in sei anni.

Panasonic è soltanto l'ultimo dei colossi dell'elettronica e dell'hi-tech giapponese a cedere, in ordine di tempo, sotto i colpi delle turbolenze economiche dopo le perdite e i robusti tagli di personale di Sony, Hitachi, Toshiba e Nec.
Il gruppo di Osaka, che già aveva rivisto al ribasso le stime sugli utili a 30 miliardi di yen (250 milioni di euro), ha reso noto di averle ritoccate ulteriormente, ipotizzando un disavanzo al 31 marzo prossimo di ben 380 miliardi di yen (3,2 miliardi di euro), per effetto - si legge in una nota - «del continuo peggioramento della domanda sui mercati e alla risalita dello yen verso le principali valute». Tra gli impianti da chiudere, ben 13 sono in Giappone, mentre la riduzione dei posti di lavoro avverrà gradualmente entro la conclusione del prossimo esercizio, a marzo 2010.

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05/02/2009










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