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Fiat e Chrysler, c'è l'accordo<br/>Titolo sospeso in Borsa

Fiat e Chrysler, c'è l'accordo<br/>Titolo sospeso in Borsa

Fiat e Chrysler

La Chrysler conferma la presenza di un accordo preliminare non vincolante con Fiat che sarà
completato, dopo essere stato sottoposto alle previste approvazioni, entro il mese di aprile. Lo rendono noto fonti interne alla Chrysler

Le due società starebbero lavorando a un'alleanza in base alla quale la casa torinese rileverebbe il 35% del costruttore americano, con un'opzione per salire fino al 55% del capitale da esercitare più avanti. E John Elkann, vicepresidente di Fiat, conferma le trattative con Chrysler: «Che ne stiamo parlando non è un mistero, è da un pò che se ne parla»
 

Intanto il titolo Fiat è stato sospeso in borsa in attesa di una nota ufficiale dell'azienda e viaggiano in rialzo i titoli della 'galassia' del gruppo dopo le indiscrezioni in merito all'acquisto da parte del Lingotto di una quota consistente della statunitense Chrysler. Ifil segna +4,33% a 2,11 euro e Ifi +2,03% a 4,76 euro.

Con questo accordo - fanno sapere fonti interne a Chrysler - la casa americana avrà accesso alle piattaforme di prodotto Fiat e sarà supportata dalla casa torinese nella distribuzione in importanti mercati dove Fiat è presente.
Inoltre, Fiat darà il proprio supporto a Chrysler nell'ambito del Viability Plan con il ministero del Tesoro americano.

L'accordo preliminare fra Chrysler e Fiat prevede  infatti che il gruppo torinese abbia accesso alle piattaforme di prodotto e alle fabbriche della Chrysler in Nord America e che la casa Usa assisterà Fiat nello sbarco della 500 e del marchio Alfa Romeo sul mercato americano

Giudizio decisamente positivo del Financial Times sull'ipotesi di alleanza tra Fiat e Chrysler: il gruppo del lingotto "così forte in Europa e nei paesi in via di sviluppo, sembra il partito perfetto per una Chrysler focalizzata sugli Stati Uniti". E c'è poco da sorprendersi delle trattative tra le due case, aggiunge il quotidiano finanziario in un articolo della rubrica Lex Column nell'edizione online: un mese fa l'amministratore delegato Sergio Marchionne aveva affermato che il mercato dell'auto assisterà a manovre di consolidamento, e che a sopravvivere saranno solo alcuni grandi gruppi.


"Ora Marchionne si sta adoperando affinché Fiat sia uno dei sopravvissuti". Dopo oltre 20 anni la casa italiana potrebbe tornare sul mercato americano, è infatti dal 1982, ricorda l'Ft, che in America, primo mercato mondiale dell'auto, non ci sono Fiat in vendita.


Dopo una fase in cui si era fatta la reputazione di "una qualità orribile", negli ultimi anni Fiat è riuscita a ricostruire l'immagine del suo marchio, che viene ora ritenuto più vicino agli standard di Volkswagen.
Tornerebbe negli Usa in una fase di contrazione del mercato.


Ma "disponendo di modelli vincenti come la nuova 500 - prosegue il quotidiano - che Fiat stava già considerando di lanciare in America, il mercato potrebbe dimostrarsi recettivo verso le vetture piccole, se queste dovessero dimostrare di esser qualcosa di più che semplici scatole economiche".
E per Chrysler, conclude l'Ft, l'alleanza può rappresentare proprio ciò di cui ha bisogno per dimostrare di avere un vero piano industriale, grazie al quale continuerebbe ad ottenere gli aiuti del governo federale.

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