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Laura Della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it «Bene il via ...


La Cgil parla di beffa del ministro Brunetta perchè sostiene che non ci sarà alcun aumento a gennaio. Che ne dice?
«Questa posizione della Cgil conferma la spaccatura del fronte sindacale. Questo contratto ci consente di recuperare il potere d'acquisto del salario, inoltre il governo si è impegnato a reintegrare i fondi di produttività tagliati dalla Finanziaria di luglio. Il beneficio complessivo è notevole. È evidente che siccome il via libera del governo è arrivato ora, gli aumenti non ci potranno essere nelle buste paga di gennaio ma decorreranno nel momento in cui il contratto diventa esecutivo».
Ma c'è anche dell'altro, o no?
«Il problema è che la Cgil non crede che i fondi di produttività verranno reintegrati. Ma su questo c'è un impegno scritto del governo sottoscritto a Palazzo Chigi con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Inoltre nel contratto approvato dal Consiglio dei ministri c'è scritto che questi fondi saranno restituiti. Fare un processo a priori è un po' in malafede».
La prossima tappa sarà la riforma del modello contrattuale. A che punto siete?
«Aspettiamo di essere convocati. C'è un'intesa che il modello del settore privato venga esteso al pubblico. La durata del contratto dovrebbe diventare triennale; ora è biennale per la parte economica e quadriennale per quella normativa. Inoltre occorre un sistema che non tenga conto del tasso programmato d'inflazione ma di un tasso realistico, cioè definito da un organismo al di sopra delle parti. È necessario il rispetto delle decorrenze, e un sistema sanzionatorio per le parti che saranno inadempienti. Inoltre ci dovrebbe essere una vacanza contrattuale più sostanziosa di oggi».

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