Rassegna stampa
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

La tempesta perfetta, tra stagnazione economica e ...

La tempesta perfetta, tra stagnazione economica e depressione finanziaria, si è abbattuta sul mondo e l'Italia non è stata certo risparmiata dal vento gelido della crisi: già alla fine del 2008 il Governo Berlusconi ha messo in cantiere le prime misure, dagli interventi a sostegno delle banche ai provvedimenti a favore delle classi più deboli, per contenere l'emergenza, ma adesso, con il nuovo anno, dovrà essere predisposto il piano a lungo termine per frenare il collasso del sistema e, al tempo stesso, per cogliere le prime opportunità di ripresa che potrebbero presentarsi (almeno lo speriamo.

..) già nel 2009. Il premier ne ha accennato nell'ultima conferenza-stampa quando ha parlato della necessità di varare il federalismo fiscale a stretto giro di posta. Intendiamoci, il primo rimedio suggerito dagli economisti (l'ha scritto Alberto Quadrio Curzio sul «Corriere») sarebbe quello di tagliare le tasse per stimolare i consumi degli italiani, ma oggi, con il terzo debito pubblico più grande al mondo, non è possibile allargare più di tanto il «buco» del disavanzo per evitare, così, conseguenze ancora più gravi (la fuga dai nostri titoli di Stato).
Berlusconi, in tal senso, non ha dato molto spazio alle aspettative: la riduzione dell'Irpef ci sarà, ma solo verso la fine della legislatura. E allora? Allora occorre, appunto, attuare subito il federalismo che, dando maggiore capacità impositiva agli organismi regionali e locali, servirà a diminuire in modo considerevole l'evasione fiscale, la vera palla al piede del nostro Paese.
Ma, oggi, il problema più grande da affrontare si chiama «emergenza occupazione». Nei primi mesi del 2009, la cassa integrazione raggiungerà picchi vertiginosi e occorrerà pensare a soluzioni alternative, dal varo della settimana corta di quattro giorni lavorativi secondo la formula tedesca (la proposta, lanciata dal sottoscritto sulle colonne del «Tempo», ha avuto subito grandissimi consensi) alla ricerca di interventi correttivi per difendere i lavoratori precari (e ne ha parlato il ministro del Welfare, Sacconi, il giorno di San Silvestro). Ma i livelli occupazionali potranno essere, in qualche modo, salvaguardati, avviando contemporaneamente un vasto piano di investimenti nelle infrastrutture pubbliche. Proprio nei giorni scorsi il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha stanziato 6 miliardi di euro per finanziare nuovi lavori.
La domanda che tutti si pongono è: dove rastrellare questi soldi? Molti finanziamenti erano, in realtà, bloccati, ma si dovrà soprattutto ricorrere, con più attenzione e oculatezza, ai fondi europei. E, a proposito dell'Europa, facciamoci coraggio: proprio ieri l'euro ha compiuto dieci anni, un bel traguardo. Cosa sarebbe successo, in una crisi economica così grave, se l'Italia avesse ancora avuto, alle sue spalle, la vecchia lira? Vedendo cosa sta succedendo in Gran Bretagna e in altri Paesi fuori dall'eurozona, meglio proprio non pensarci...
*Deputato Pdl

Vai alla homepage

02/01/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro