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ll ruolo del credito popolare per il rilancio delle Pmi

E in attesa degli interventi dell'Esecutivo in materia, è lecito fare qualche considerazione.
Da più parti si è levato il giustificato timore di una stretta creditizia a livello globale, sostenendo che anche gli interventi di ricapitalizzazione di cui si è tanto discusso, sia a livello internazionale che domestico, rischiano di essere ridimensionati dall'esigenza delle banche di accumulare patrimonio in previsione di future perdite a breve.
È un argomento fondato ma ha il difetto di tutte le generalizzazioni e applicato alla realtà italiana rivela alcuni limiti. Non solo perché il tessuto imprenditoriale del nostro paese è composto per oltre il 98 per cento di aziende di dimensioni piccole e medio-piccole, prima ancora perché nel suo complesso il sistema bancario nazionale è risultato molto meno esposto di altri su certi mercati finanziari.
Particolarmente virtuoso, in questo senso, l'universo di quelle che sono per antonomasia le banche di prossimità: il credito popolare sta infatti mantenendo trend di erogazioni significativamente superiori al sistema, per di più anche a tassi maggiormente vantaggiosi per le imprese.
In particolare - i dati sono quelli dell'ultimo preconsuntivo della categoria - la raccolta e gli impieghi delle Popolari registrano variazioni percentuali superiori al sistema, rispettivamente di circa dieci e cinque punti. E mentre è proprio dal mondo delle Popolari che provengono alcune delle iniziative di sostegno all'imprenditoria sul territorio più interessanti degli ultimi giorni, è estremamente significativo che proprio dall'inizio della crisi finanziaria i crediti erogati dalla categoria siano cresciuti del dieci per cento.
È in buona sostanza evidente che la caratteristica anticiclica del mondo delle Popolari risiede fondamentalmente proprio nel suo radicamento alla realtà economica del territorio. Non è quindi solo alla Francia o ad altri Paesi che si deve guardare, quando si parla - ad esempio - di un intervento del Tesoro pronto a sottoscrivere alle banche bond perpetui in cambio dell'adozione di una sorta di codice deontologico e di precisi impegni di sostegno delle economie sul territorio. Parallelamente l'Esecutivo può intervenire in modo molto incisivo accellerando i progetti di evoluzione dei distretti e della rete di confidi in strutture di sistema meglio integrate, in modo da fronteggiare adeguatamente la fase di peggioramento del quadro macroeconomico che stiamo attraversando.

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