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La crisi premia gli italiani che investono negli USA

Il caso della SO.F.TER., azienda leader in leghe polimeriche (fatturato: 91 milioni) che ha acquisito la divisione europea dell’americana Matrixx, realtà da 20 milioni di euro specializzata in tecnopolimeri.

Nei due stabilimenti Matrixx Europe, di 6000 mq. di superficie complessiva e di un valore, tra strutture e macchinari, di 7 milioni di euro, operano una trentina di addetti. L’acquisizione significa inoltre per l’azienda forlivese diventare automaticamente interlocutrice privilegiata dei clienti di Matrixx Europe, tra cui figurano colossi del calibro di Ford e General Motors. Ora, grazie alla sua nuova capacità di coprire qualsiasi domanda di materiali plastici, SO.F.TER. può legittimamente aspirare a diventare il loro fornitore principale.


Spiega il presidente e amministratore delegato Italo Carfagnini: «La crisi finanziaria USA sta offrendo alle realtà italiane più solide la possibilità di comprare degli asset di imprese americane strategiche per il mercato globale.
Per quanto ci riguarda è da quando SO.F.TER. è nata, 28 anni fa, che reinvestiamo quasi interamente gli utili nell’azienda, e già a inizio anno il cda aveva approvato lo stanziamento di 4,5 milioni per effettuare acquisizioni
sul mercato mondiale: ciò ci ha permesso di cogliere al volo l’opportunità che si è presentata. Ora, avvalendoci della solida rete commerciale di Matrixx Europe e dei suoi rapporti con prestigiose industrie americane che lavorano nel Vecchio Continente, possiamo puntare alla conquista del 5% del mercato europeo, pari a 40 milioni di euro, entro i prossimi tre anni».


L’ingresso di Matrixx Europe permetterà inoltre a SO.F.TER. di ottimizzare gli acquisti e le attività logistiche e amministrative, con un notevole risparmio su queste voci di spesa. Sul fronte degli investimenti, nell’ultimo triennio 16 milioni sono andati in tecnologie, strutture, personale, acquisizioni. La società ha inoltre due impianti di produzione in America Latina, uno in Brasile e uno in Messico, aperti nell’ottica di un rafforzamento delle sue posizioni all’estero (attualmente il 38% delle vendite viene effettuato fuori Italia, di cui l’85% in Europa – in particolare in Benelux, Slovenia e Germania). Gli addetti sono 200. Le previsioni di fatturato per l’anno in corso si aggirano sui 100 milioni di euro.
 

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