Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

Il leader curdo Barzani chiede investimenti al sottosegretario Urso

Gas del Kurdistan in Italia attraverso la Turchia

Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it
Una terza via per approvvigionare l'Italia e l'Europa di metano. Con la creazione di un nuovo gasdotto che attraverso la Turchia si connetta alle grandi linee che da Est entrano in Europa. È la proposta lanciata dal primo ministro del Kurdistan, Nechirvan Barzani, al sottosegretario al Commercio estero, Adolfo Urso, nel corso della missione in Iraq appena conclusa.


L'Iraq oltre al petrolio offre anche gas?
Barzani è stato chiaro: «Abbiamo molto gas, e sappiamo che l'Italia ne ha bisogno. Per questo chiediamo al vostro paese di contribuire allo sviluppo dei nostri giacimenti e di partecipare alla costruzione di un metanodotto che transiti attraverso la Turchia e porti il gas all'Europa e all'Italia».
Più concorrenza con Russia e Algeria?
Sì. È di fatto il più significativo progetto alternativo ai canali di fornitura che arrivano da quei paesi. Si creerebbe maggiore concorrenza e stabilità. E si aprirebbe anche un aspetto di normalizzazione nella regione. Non a caso il governo regionale ha avviato una collaborazione con il governo turco. Lo sviluppo del Kurdistan passerà attraverso una distensione con Ankara e il metanodotto potrebbe essere una chiave per facilitare il processo. Non solo. Un'eventuale costruzione sarebbe un elemento di stabilizzazione per tutto l'Iraq.
Perché?
Il piano finanziario per un progetto del genere, e dunque i ritorni economici per chi investe i capitali, ci sono solo se il metanodotto verrà utilizzato per trasportare anche il gas del sud dell'Iraq. Un fatto importante per portare stabilità nella regione
È l'unico risultato della missione?
No. Le risorse del petrolio hanno avviato nell'area un boom innescato dalla costruzione di infrastrutture che hanno dato, finora, una crescita del 9% all'anno del Pil
Spazio all'edilizia dunque?
Non solo. La regione era una delle aree più fertili per l'agricoltura. Oggi il Kurdistan vuole far rifiorire l'agroindustria e la filiera alimentare. E ha chiesto al governo italiano di scrivere un progetto di massima per l'intero settore. La necessità è quella di diversificare l'economia troppo legata al petrolio. C'è spazio, per esempio, per la sanità visto che a breve sarà appaltata la costruzione di 15 ospedali.

Vai alla homepage

18/11/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro