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Scende il prezzo del petrolio, da 140 dollari di qualche ...


Cosa non quadra?
«Si vuole far passare il messaggio che il prezzo del petrolio è sganciato da quello della benzina ed i tecnicismi posti a base del ragionamento fanno acqua da tutte le parti. C'è odore di imbroglio».
Sia più chiaro.
«Se si sovrappongono i grafici che ritraggono l'aumento del prezzo del petrolio e del carburante al dettaglio, ad esempio degli ultimi tre anni, questi risultano assolutamente sovrapponibili per tendenza, pur avendo tempi di reazione diversi».
Può fare un esempio?
«Il petrolio raffinato oggi risente del prezzo del greggio di due-tre mesi fa, quindi più alto dell'attuale. Può essere, quindi, comprensibile che il momento di discesa (o salita) del prezzo alla pompa differisca di qualche mese da quello del greggio al barile, ma è tutta altra cosa sostenere che ne è indipendente».
Si sta perpetrando una forte speculazione ai danni dei cittadini?
«Lo accerteremo presto. La Commissione Industria del Senato ha avviato un'indagine conoscitiva per appurare eventuali ipotesi di ingiustificato arricchimento ai danni dei cittadini-consumatori. È partita una massiccia azione di controllo che, sono sicuro, darà risultati sorprendenti».
Torniamo ai prezzi. Quanto dovrebbe costare oggi la verde?
«Posso assicurare che il prezzo di vendita corretto attuale dovrebbe essere non superiore ad 1,15 euro al litro per benzina e poco di meno per il gasolio, con tendenza a ulteriore deciso ribasso nei mesi a venire».
Il caro-prezzi vale per tutto il comparto?
«I prezzi di energia elettrica e gas risentono in modo esponenziale delle variazioni del greggio data la quasi totale dipendenza. Anche in questo settore c'è qualcosa di poco chiaro da appurare. All'ingrosso, energia elettrica e gas costano circa il doppio al Sud rispetto al Nord d'Italia».
I consumatori minacciano class-action contro i petrolieri.
«Speriamo di poterle sostenere anche con i risultati delle nostre indagini conoscitive. Faccio solo presente che la decisa azione del Governo di contrasto al caro prezzi, per il tramite dell'Autorità per l'energia, ha già portato a più di 60 ricorsi al Tar da parte dei produttori di prodotti energetici che rifiutano di ottemperare alla richiesta di dati contabili in nome di un non chiaro concetto di «libero mercato». Rifiutarsi di fornire i dati contabili non depone a favore della trasparenza».
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