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Borse, di nuovo una giornata nera <br/>Bush: a novembre G-20 straordinario

Borse, di nuovo una giornata nera <br/>Bush: a novembre G-20 straordinario

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 Gli indici del Vecchio Continente hanno tutti accusato pesanti perdite: Parigi -5,1%, Francoforte -4,46%, Londra -4,46%, Zurigo -4,2%. Malissimo Madrid (-8,16%) dove ha pesato l'annuncio dell'Argentina di nazionalizzare i fondi pensione.


Se per gli Stati Uniti si profila un'economia al palo, per l'Europa si teme una vera recessione e così salgono le attese di nuove mosse espansive con tagli dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali. L'euro finisce ai minimi da circa due anni, sotto la soglia di 1,30 dollari, mentre il barile di petrolio torna sotto i 70 dollari. Non meno allarmante è la situazione per alcuni grandi paesi emergenti: il Pakistan ha chiesto l'accesso agli aiuti del Fondo monetario internazionale.


Intanto l'amministrazione Bush ha annunciato la data per l'atteso vertice internazionale sulla crisi: l'appuntamento è per il prossimo 15 novembre e oltre alle economie avanzate la riunione verrà allargata a tutto il G-20.
Continuano a calare nettamente anche i prezzi petroliferi, sulla scia dei ribassi dell'azionario e a dispetto dei propositi di diminuzione dell'offerta da parte del cartello dei paesi esportatori, l'Opec. Sul mercato delle materie prime di New York, il Nymex, i futures sul greggio in prima scadenza cedono 3,60 dollari rispetto alla chiusura di ieri, e il barile di West Texas Intermediate cala a 68,58 dollari.


Per l'area dell'euro la Banca centrale europea potrebbe nuovamente abbassare il costo del danaro, nella riunione di inizio novembre del Consiglio direttivo. Ma va tenuto presente che proprio durante questa crisi globale l'istituzione monetaria ha già dimostrato più volte di esser pronta a intervenire con la massima tempestività, fuori dagli schemi previsti dai mercati se lo reputa necessario. Nel Vecchio Continente si stanno materializzando i timori di recessione economica e oggi da questo fronte è giunto un nuovo allarme dal premier britannico Gordon Brown, che ritiene probabile una recessione facendo eco agli allarmi lanciati ieri da governatore della Banca d'Inghilterra, Mervyn King. Si prevedono altri tagli de tassi anche in Gran Bretagna.


Fosche le prospettive economiche anche dall'altra sponda dell'Atlantico: secondo l'Fmi gli Stati Uniti sono finiti intrappolati in un ciclo negativo che farà praticamente azzerare la crescita, e stavolta la ripresa tarderà a prendere consistenza, perché questo è tipico delle crisi che hanno una forte componente nel crollo del mercato immobiliare. Per la prima economia globale stima che quest'anno l'espansione del Pil rallenterà all'1,6 per cento, dal 2 per cento del 2007, e nel 2009 la crescita si arresterà quasi del tutto: +0,1 per cento.
 

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