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Borse, solo segni positivi<br/>Mutui: scendono i tassi

Borse, solo segni positivi<br/>Mutui: scendono i tassi

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In forte rialzo tutte le piazze europee: guidano banche e petroliferi. Asia vola, Tokyo chiude a +14,5% e segna aumento storico. Euribor a tre mesi ancora giù a 5,24%. Barroso: da Ue finora 2.000 mld per piano anticrisi; ora cambiare vigilanza.

Mattinata di rialzo per la borse europee e per Piazza Affari che con il guadagno del 6% si mette alla testa delle piazze del Vecchio Continente. A spingere i mercati a consolidare il grande balzo di ieri è la fiducia per le decisioni prese nei giorni scorsi dai governi per combattere la crisi finanziaria insieme all'ottima performance delle borse asiatiche con Tokyo che stanotte è salita addirittura del 14%. Ora tocca a Wall Street confermare il rialzo di ieri aiutando a confermare la risalita di tutte le altre borse mondiali.


Tra i singoli titoli si registra nel paniere principale il volo di Seat Pg che è sospesa al rialzo dalla prima mattina con un guadagno teorico superiore la 26%. A spingere il titolo è soprattutto la possibilità di una unione in un unico veicolo delle azioni dei fondi di private equity che detengono la maggioranza della società, unione che potrebbe anche comportare un'Opa.

Giornata molto positiva anche per i titoli energetici con Eni, Saipem e Tenaris che salgono attorno al 9% favorite anche dall'aspettativa di un rimbalzo anche del prezzo del petrolio calato molto nelle ultime settimane. Prova a recuperare anche Telecom Italia (+6,94%) che torna sopra quota 0,90 euro, stessa situazione anche per Fiat (9,28%) che riguadagna quota 8 euro.
 

Seconda discesa consecutiva per il tasso Euribor a tre mesi che oggi è fissato al 5,235% contro il 5,318% di ieri. In calo anche il tasso ad un mese che scende sotto quota 5%. La diminuizione del tasso Euribor conferma la maggiore stabilità dei mercati finanziari dopo le manovre decise nei giorni scorsi dai governi europei.

La Commissione europea accetterà da parte degli Stati membri un deficit di poco superiore al 3 % se la situazione durerà solo per un periodo limitato di tempo.

E' quanto specificano fonti europee, mettendo in chiaro la linea che era già circolata negli ultimi giorni. "L'esistenza di circostanze eccezionali consente che un deficit estemporaneamente al di sopra ma vicino al 3 % del Pil non sia considerato eccessivo", spiegano da Bruxelles.


Un annuncio che tenta di anticipare l'effetto che il piano di interventi deciso dai governi dell'Eurogruppo per contrastare la crisi finanziaria avrà sui parametri di contabilità pubblica fissati a Maastricht. Proprio oggi, la Banca d'Italia ha segnalato il peggioramento dei conti pubblici italiani ed un calo delle entrate fiscali. Il debito pubblico nel mese di luglio è salito toccando quota 1.654,7 miliardi di euro, ancora al di sotto però, della soglia dei 1.663,3 miliardi di aprile scorso.


Il debito pubblico, rispetto al luglio 2007, quando si attestava a 1.625 miliardi, è salito dell'1,8%. Ad agosto le entrate fiscali hanno registrato un rallentamento: il gettito tributario di agosto è stato di 31,6 miliardi, contro i 34,6 miliardi dell'agosto 2007.

 

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