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Il rischio emergente dalla crisi attuale - non solo ...

Lo storico Max Hastings, sul Corriere della Sera, ha posto la domanda: ma cos'è la crisi davanti alla storia? L'approccio lungimirante che non si lascia condizionare dallo stress, tutto schiacciato sull'emergenza del presente, è, così, necessario. Non è un lusso degli analisti raffinati, è la conditio sine qua non per evitare di vivere sotto schiaffo, ben oltre il perdurare della crisi. Non rassicurazioni un tanto al chilo, ma strategia efficace, ecco cosa ci vuole. D'altra parte, la globalizzazione, fino a ieri il migliore dei mondi possibili, ha le sue regole: una crisi finanziaria diventa globale, ben oltre il suo epicentro. La "new economy" aveva già fatto il suo tempo alla fine degli anni novanta, dopodiché i furbetti del quartierino finanziario avevano fatto presto a saltare sul carro dei mutui facili, con tutte le bolle immobiliari e la finanza derivata conseguenti. Era chiaro che il "turbocapitalismo", analizzato da Luttwak, Tremonti e Pelanda, dovesse fare il suo cammino. E l'ha fatto fino ad oggi. A questo punto, le conseguenze sono evidenti. Prima di partorire nuove regole, ne passerà del tempo e, nel frattempo, le persone dovranno continuare a pagare mutui pesanti, tasse elevate e bollette consistenti. Allora, anche la tenuta del Welfare del XXI° secolo sarà messa alla prova. La "cultura del piagnisteo" e l'ideologia neomarxista del risentimento di classe non potranno che affossare ulteriormente le possibilità dei lavoratori. Ecco, allora che, dopo aver discettato sulla tenuta del sistema bancario, è urgente ora chiarire cosa il capitale umano, cioè l'asset immateriale del mercato del lavoro, possa realmente fare. E', infatti, il capitale umano, dati alla mano, che fa la differenza, e l'America si salverà grazie ad esso, nel medio-lungo periodo, non certo soltanto grazie al piano Paulson. Sono la cultura del lavoro e l'approccio alla crisi, la tenuta di strada della psicologia sociale e delle comunità, il capitale umano e quello sociale a scandire le tappe di uscita dalla crisi di un sistema. Crisi di asset, strutturale, non solo finanziaria. Pensare che il capitalismo sia la salvezza quando crea ricchezza, e il diavolo quando si destruttura, vuol dire non sapere cosa esso sia realmente:distruzione creatrice. Ciò che, invece, non si distrugge e può essere sempre riqualificato, è il capitale umano. Dall'osservatorio del mercato del lavoro, questa crisi può risultare un'opportunità e favorire la ricostituzione di un capitalismo decente. Al di là degli struggimenti apocalittici e delle rassicurazioni a buon mercato.

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