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Prende quota il piano Fenice: <br/>un miliardo per salvare Alitalia

Prende quota il piano Fenice: <br/>un miliardo per salvare Alitalia

Alitalia

Il premier ha parlato di 5.000 esuberi che, ha rivelato il premier secondo quanto viene riferito da alcuni partecipanti, "verranno attutiti da alcune misure. Ci saranno degli scivoli, dei prepensionamenti. Inoltre misure di ammortizzatori sociali saranno accompagnate da altre soluzioni". Ma, avrebbe aggiunto il presidente del Consiglio, i sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, "altrimenti salta tutto".


Secondo indiscrezioni, il Consiglio dei Ministri che si terra' il 29 del prossimo mese avra' all'ordine del giorno la modifica della legge Marzano. Si tratta in sintesi di un restyling, in particolare sui tempi per definire il piano industriale e la ripresa dell'attivita'. Secondo le stesse fonti, si tratterebbe di un "aggiornamento" piuttosto che di vere e proprie modifiche sostanziali.


La nuova Alitalia, secondo il piano 'Fenice', avra' una dotazione iniziale di 1 miliardo, di cui 300 mln grazie al prestito ponte del Governo e 700 milioni dalla cordata italiana, Secondo il piano "Fenice", ora in discussione al Cda dell'aviolinea, gli investitori che ufficialmente scenderanno in campo per il salvataggio del vettore italiano sono Ligresti, Benetton e l'armatore Gianluigi Aponte. Difficile, invece, un ingresso di Roberto Colaninno. Al vertice della nuova Alitalia, resta confermato il nome di Rocco Sabelli.


Fuori discussione anche il nome, il marchio e la livrea di Alitalia. Altra novita': nella nuova societa', una newco, entrera' Carlo Toto ma con Ap Holding e non direttamente con Air One essendo troppo indebitata. Verra' invece commissariata la 'bad' company che restera' in capo all'attuale 'numero uno' Police.


Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, due le ipotesi sulle quali si sta ragionando: costituire una societa' sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell'Iri che aveva come compito quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e di agevolarne la ristrutturazione, per poi uscirne), oppure varare un decreto legge ad hoc per la loro ricollocazione.


La scelta del partner internazionale resta invece rinviata ad un secondo momento. Ancora non e' chiaro il 'destino' di cargo, che potrebbe restare in Alitalia ma ridimensionato oppure venduto.
L'opposizione, intanto, soffia sul fuoco: secondo il segretario del Pd Walter Veltroni, "un nuovo intervento della mano pubblica che pesera' sui contribuenti solo per finanziare un problemache si poteva risolvere se non si fosse fatto saltare l'accordo con Air France. Per Alitalia c'e' bisogno di una soluzione elevata e internazionale".
 

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