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Popolari, un successo italiano con radici europee

E, più oltre: «il pluralismo dei mercati dell'attività bancaria e la diversità dei prestatori di servizi sono condizioni indispensabili per la concorrenza in tutto il mercato bancario dell'Unione Europea». A fine agosto ricorrerà il duecentesimo anniversario dalla nascita di Hermann Schulze Delitzsch, vigoroso avvocato tedesco, che nel 1855 coniò il termine Banca Popolare, ponendo le basi di un movimento forte attualmente di circa 50 milioni di soci, con oltre 140 milioni di clienti in Europa.
È singolare rilevare che mentre in Germania questo evento sarà celebrato, su iniziativa del Governo Federale, con grande risonanza, nel nostro Paese il Credito Popolare non sempre è tenuto nel conto che merita dagli opinion makers. La geniale intuizione di Schulze-Delitzsch, basata su struttura cooperativa e vocazione al localismo, ebbe infatti immediato successo anche in Italia dove, grazie all'acume e alla tenacia di Luigi Luttazzi, le Banche Popolari furono le prime società cooperative e si proposero immediatamente quale sostegno fondamentale per il progresso economico delle classi meno abbienti.
Ruolo ancora oggi primario, come è emerso durante il recente vertice della Cooperazione Bancaria europea, tenutosi a Palermo, al quale hanno partecipato colossi tra i quali il Credit Agricole, Rabobank e DZ Bank, che è stata un'importante occasione di compattamento della Categoria. In Italia le Banche Popolari sono le uniche banche cooperative a mutualità non prevalente, che operano in condizioni di assoluta parità concorrenziale con gli altri istituti di credito, non avendo mai goduto di alcun beneficio di carattere fiscale. Esse, come dimostra l'evidenza empirica, sono capaci di coniugare la loro costante espansione dimensionale con la tutela degli interessi del territorio. Di conseguenza, la quota di mercato del Credito Popolare si sta approssimando a quella dei principali Paesi europei.
La percentuale degli sportelli delle Banche Popolari sfiora ormai il 27% del comparto creditizio. Per quanto riguarda i volumi intermediati nel mercato domestico, in dieci anni l'incidenza della Categoria è passata dal 16,2 al 24,6% in relazione alla provvista da clientela ordinaria, per il credito si è passati dall'11,2 al 22,5%.
Banche Popolari in costante espansione, ma fedeli alla mission di banche retail, una caratteristica che, da un lato, le rende sostanzialmente indifferenti alle crisi finanziarie, anche quelle più recenti, dall'altra le sta lentamente indirizzando verso alcuni selezionati mercati esteri, soprattutto dell'Est, quale logica conseguenza della loro peculiare capacità di assecondare la crescita e l'internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese.
*Segretario Generale
Associazione Nazionale
fra le Banche Popolari

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