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Un settore dove i prezzi scendono, e continueranno a farlo ...

Ci sono luci e ombre nella parte dedicata alla telefonia della Relazione annuale al Parlamento del presidente dell'Autorità per le tlc, Corrado Calabrò.
Il settore delle tlc, ha rilevato con orgoglio il presidente, è stato sostanzialmente l'unico che ha agito in controtendenza rispetto alle altre voci che hanno determinato le recenti impennate dell'inflazione. La flessione dei prezzi «nell'ultimo decennio ha quasi raggiunto il 30% (28,3%). Solo nell'ultimo anno la diminuzione è stata, nel complesso, dell'8%, giungendo nel mobile al 14,6%». E si andrà avanti: basti pensare che lo schema di riduzione delle tariffe di terminazione della telefonia mobile messo a punto dall'Autorità «porterà, nel 2011, le tariffe dei tre principali operatori a ribassi di circa il 35%-40%, con un ulteriore risparmio per i cittadini di 1,5 miliardi di euro». Altro ossigeno potrebbe poi arrivare dalla Commissione europea, decisa a mettere mano ai prezzi del roaming degli Sms con un regolamento che definisca un tetto massimo, come già avvenuto l'anno scorso con le telefonate.
Il mercato italiano mostra ricavi da servizi piatti, pari a 35,82 miliardi di euro, contro la crescita del 6% a livello mondiale. Per dare una scossa a un settore che se continua a puntare sulle vecchie tecnologia può quindi dirsi «al capolinea», serve un'inversione di rotta, rappresentata solo dalla banda larga e ultra-larga. È vero che i collegamenti aumentano, ma il tasso di penetrazione italiano (17,8%) è ancora molto sotto a quello europeo (23,3%). Telecom Italia, guidata dall'ad Franco bernabè, è ancora dominante nel fisso con una quota di mercato che, seppure in discesa, è all'84%. Per favorire più concorrenza si agirà come noto sulla rete d'accesso: gli impegni presentati da Telecom «non sono immodificabili» e quelli «definitivi, se approvati, diverranno vincolanti e cambieranno considerevolmente l'assetto del sistema», con la regolazione che «ne terrà commisuratamente conto».
Punto dolente continua a essere il rapporto delle imprese con gli utenti, che, rileva l'Autorità, è «insoddisfacente». Nell'ultimo anno le segnalazioni hanno raggiunto quota 60mila e l'ammontare delle sanzioni irrogate l'anno scorso per la violazione di disposizioni a tutela dei consumatori è triplicato a quasi 8 milioni di euro.

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