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Nuovo scossone sui mercati europei, che in un giorno ...


Alla fine l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 dei titoli a maggior capitalizzazione del Vecchio Continente lascia sul terreno il 2,19%, portando le perdite da inizio anno al 22,3% che fanno del primo semestre sui mercati il peggiore visto almeno dal 1987.
Nel pomeriggio di ieri l'avvio in netto calo a Wall Street ha potuto solo amplificare le perdite sui listini Europei, incapaci poi di un minimo recupero quando oltreoceano i mercati hanno (parzialmente) ridotto i ribassi all'inattesa buona notizia sul comparto manifatturiero americano. L'indice Ism, che misura appunto l'attività del settore manifatturiero negli Usa, a giugno è salito infatti a 50,2 da 49,6 del mese precedente, ben oltre le previsioni degli economisti.
Lo spunto non è stato però sufficiente a cancellare una seduta nera sui mercato, dopo che già nel primo pomeriggio la speculazione aveva nuovamente messo le ali al petrolio, tornato sopra i 143 dollari a New York. Sia le tensioni sul petrolio e sia quelle sulle Borse si sono amplificate quando il sito online della Abc ha riferito, citando fonti del Pentagono, che Israele potrebbe lanciare un attacco contro le installazioni nucleari iraniane entro la fine dell'anno.
Anche Milano ha chiuso in forte calo, lasciando sul campo il 2%. Il Mibtel ha così ceduto l'1,88% a 22.294 punti e lo S&P/Mib l'1,91% a 28.786 punti, tra scambi in lieve ripresa rispetto alle ultime sedute, per un controvalore di 4,11 miliardi di euro.

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