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Mutui e bassi stipendi le priorità da affrontare


«La spesa delle famiglie italiane - afferma Draghi - è frenata dalla bassa progressione del reddito disponibile». Che tradotto significa che gli stipendi sono troppo bassi. «I consumi continuano a risentire dell'instabilità dei rapporti di impiego, diffusa specialmente tra i giovani e nelle fasce marginali di mercato del lavoro». Draghi insiste su questo aspetto, sicuro che i protagonisti della rinascita italiana devono essere i giovani, «oggi mortificati da un'istruzione inadeguata, da un mercato del lavoro che li discrimina a favore dei più anziani, da un'organizzazione produttiva che troppo spesso non premia il merito e non valorizza le capacità». E qui si apre il problema pensionistico. A fronte dell'esortazione di lasciare spazio ai giovani, Draghi lamenta che in Italia lavorano pochi anziani.
«Solo il 19% degli italiani tra i 60 e i 64 anni svolge un'attività lavorativa, contro il 33% degli spagnoli, il 45% dei britannici e il 60% degli svedesi». E ancora.
«Un incremento dell'età media di pensionamento e un convinto sviluppo della previdenza complementare, può dare un fondamentale contributo alla riduzione della spesa pubblica», è il suggerimento di Draghi, secondo il quale occorre anche «cancellare gli ultimi impedimenti al cumulo tra lavoro e pensione e incoraggiare forme flessibili di impiego con orari adattabili alle esigenze individuali».
Secondo il governatore è ancora presto per dire che sia finita la crisi finanziaria innescata in Usa dai mutui a rischio. Le tensioni sui mercati si vanno allentando ma «non si sono ancora ripristinate condizioni di normalità». Il sistema bancario non è esente naturalmente dal profondo movimento di ristrutturazione che deve investire il Paese perché riprenda la crescita.
Draghi rivendica con orgoglio il fatto che le banche italiane abbiano evitato le conseguenze peggiori delle turbolenze finanziarie internazionali grazie a «un legislatore avveduto» ma anche grazie a «una vigilanza che ha saputo coniugare sostegno dell'innovazione e prudenza». Per il futuro, è questa la strada da seguire: «Regole rigorose non agiscono contro il mercato ma a vantaggio del mercato: lo si vede nei momenti difficili». La commissione di massimo scoperto, applicata dalle banca sui conti correnti in rosso, è un istituto di scarsa trasparenza e va abolito, ha affermato Draghi. Nelle banche italiane ci sono stati «ritardi» nell'applicare le nuove norme su portabilità gratuita ed estinzione anticipata dei mutui. «È molto cresciuta, da parte delle stesse banche, la consapevolezza di quanto sia necessario essere percepiti come un operatore corretto, un partner leale. L'opinione pubblica, i clienti, le associazioni dei consumatori si aspettano standard sempre più elevati di comportamento».

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