E che si faccia sul
serio è dimostrato dai fatti. Ieri alla presentazione del
piano appositamente predisposta per i sindacati la Cgil si
è alzata dopo solo 15 minuti. Il coordinatore dei settori
pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura
dell'incontro «un grave errore di metodo, perché si è
deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla,
escludendo coloro che poi devono gestire il piano
industriale. Fatto sta che invece di ascoltare il sindacato
ha preso la fuga,
Ciò non ha impedito a Brunetta di
illustrare quelle misure draconiane che garantirebbero, in
un orizzonte temporale di medio periodo (3-5 anni) un
risparmio di circa 40 miliardi di euro. Ma soprattutto,
rilancerebbe la Pubblica amministrazione italiana,
rendendola efficiente e in linea con gli standard di
produttività dei partner europei. Non solo bastone però per
gli statali. Il piano vuole riconoscere e premiare il
merito e potenziare l'operato del personale delle
amministrazioni pubbliche.
Prevista inoltre la
ridefinizione dei diritti e doveri del dipendente pubblico,
restituendo dignità e prestigio a questo ruolo e
consentendo di sanzionare chi lo svilisce con un
comportamento scorretto.
Parallelamente saranno
incentivate la mobilità delle funzioni, la qualità, le
sponsorizzazioni e il project financing. Tra le reazioni da
segnalare quella della Confsal, il cui segretario Paolo
Nigi ha detto: «Bene il programma del ministro Brunetta, ma
vigileremo sui decreti attuativi».
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29/05/2008