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Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Il ministro della ...

Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it
Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, fa sul serio. Alle dichiarazioni di fuoco ulla volontà di punire i fannulloni è seguito un piano industriale che in dieci punti intende dare un giro di vite a chi fa il furbo nei ministeri a spese della collettività.

E che si faccia sul serio è dimostrato dai fatti. Ieri alla presentazione del piano appositamente predisposta per i sindacati la Cgil si è alzata dopo solo 15 minuti. Il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura dell'incontro «un grave errore di metodo, perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale. Fatto sta che invece di ascoltare il sindacato ha preso la fuga,
Ciò non ha impedito a Brunetta di illustrare quelle misure draconiane che garantirebbero, in un orizzonte temporale di medio periodo (3-5 anni) un risparmio di circa 40 miliardi di euro. Ma soprattutto, rilancerebbe la Pubblica amministrazione italiana, rendendola efficiente e in linea con gli standard di produttività dei partner europei. Non solo bastone però per gli statali. Il piano vuole riconoscere e premiare il merito e potenziare l'operato del personale delle amministrazioni pubbliche.
Prevista inoltre la ridefinizione dei diritti e doveri del dipendente pubblico, restituendo dignità e prestigio a questo ruolo e consentendo di sanzionare chi lo svilisce con un comportamento scorretto.
Parallelamente saranno incentivate la mobilità delle funzioni, la qualità, le sponsorizzazioni e il project financing. Tra le reazioni da segnalare quella della Confsal, il cui segretario Paolo Nigi ha detto: «Bene il programma del ministro Brunetta, ma vigileremo sui decreti attuativi».

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29/05/2008










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