Una scarna nota di due righe ha
sintetizzato l'esito di oltre quattro ore di discussione
tra i consiglieri di via della Magliana, che si sarebbero
incagliati sui tecnicismi da inserire in bilancio. Al
centro del tavolo la possibilità di inserire il prestito
ponte di 300 milioni nel patrimonio netto della società
(manovra difficile secondo le norme di contabilità) e
l'entità degli ammortamenti, di quelle voci di costo cioè
che rappresentato la svalutazione dei beni per l'uso che se
ne fa e che, essendo di entità variabile possono, se
utilizzati un maniera massiccia, determinare una perdita
in bilancio tale da far dichiarare il fallimento di fatto
dell'azienda. Se da una parte il cda ha utilizzato, nella
valutazione degli ammortamenti, la mano leggera proprio per
evitare questa ipotesi dall'altra il rischio non più solo
paventato ma concreto è stato manifestato dalla società di
revisione del bilancio, la Deloitte, pronta a non
certificare il documento contabile. Insomma di ragioni per
prendere tempo ieri ce n'erano abbastanza.
Mentre
resta l'incertezza però un'altra ipotesi sembra prendere
corpo. E cioè quella di un ultimo intervento della Intesa
San Paolo che sarebbe pronta a presentare entro 24-48 ore
una proposta di acquisto con la partecipazione della
compagnia di Carlo Toto. In pratica una riedizione della
soluzione della newco, proposta dal piano della società di
consulenza americana Seabury, e basato sul doppio hub
Milano Malpensa-Fiumicino. Ai ministeri dell'economia e
dello sviluppo economico i tecnici sarebbero già al lavoro
per aprire la strada a questa soluzione. Che per essere
operativa ha, almeno sulla carta, bisogno del commissario
straordinario previsto dalla legge Marzano in grado di
azzerare la procedura di vendita ancora in piedi dopo il
ritiro di Air France. Il semaforo verde dovrebbe arrivare
però anche dal cda con la dichiarazione della mancanza dei
requisiti per la continuità aziendale. Il tempo è poco e il
nodo sarà sciolto solo oggi a via della Magliana. Forse.
Vai alla homepage
27/05/2008