La soluzione
definitiva, alla crisi che investe il vettore aereo dopo
l'addio di Air France, però, ancora non è arrivata.
Si
cerca ancora la quadratura del cerchio con il ruolo di
Intesa San Paolo in quello di coordinatore finanziario del
pool di imprenditori italiani disposti a mettere un «cip»
per il salvataggio e di AirOne nella veste di partner
operativo. Anche tra questi due soggetti non sarebbero,
infatti, annullate le distanze sui ruoli da ricoprire. La
banca guidata dall'ad Corrado Passera propenderebbe per
affidare a Toto una quota importante della costituenda
nuova compagnia evitando però di dare una gestione piena
della parte tecnica. Una condizione che, al contrario, il
patron di AirOne considera necessaria per entrare nella
cordata. Proprio su questa ieri la famiglia Benetton ha
precisato la sua posizione sulla mancata partecipazione.
Alessandro Benetton ha spiegato che la famiglia guarda con
«grande favore» a una cordata italiana per Alitalia, ma il
ruolo centrale deve essere svolto da un partner tecnico e
comunque il gruppo di Treviso è già azionista importante in
Adr, la società di gestione degli aeroporti di Roma.
Morale: «Su Alitalia siamo rimasti a terra» ha risposto il
manager di Treviso. Poche le notizie anche sul fronte del
ministero dell'Economia. Il diniego del cda a passare i
conti dell'azienda al superconsulente Bruno Ermolli,
sarebbe ufficiosamente aggirabile considerando che il
Tesoro è l'azionista che esprime i consiglieri del board.
Ma a via XX settembre il neo ministro Tremonti non ha
ancora sciolto le riserve. Sono, infatti, troppi gli occhi
da parte dell'Ue e delle compagnie concorrenti puntati
sulle mosse del Governo per non seguire pedissequamente le
regole.
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20/05/2008