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Ermolli al lavoro dopo il no del cda alla revisione dei conti

Alitalia garantisce gli stipendi e attende la cordata

Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it
Gli stipendi arriveranno senza problemi ai dipendenti di Alitalia. La smentita dell'azienda alle affermazioni del presidente dei deputati del Pd alla camera, Antonello Soro, fa tirare un sospiro di sollievo alle migliaia di lavoratori che gravitano attorno alla compagnia di bandiera.

La soluzione definitiva, alla crisi che investe il vettore aereo dopo l'addio di Air France, però, ancora non è arrivata.
Si cerca ancora la quadratura del cerchio con il ruolo di Intesa San Paolo in quello di coordinatore finanziario del pool di imprenditori italiani disposti a mettere un «cip» per il salvataggio e di AirOne nella veste di partner operativo. Anche tra questi due soggetti non sarebbero, infatti, annullate le distanze sui ruoli da ricoprire. La banca guidata dall'ad Corrado Passera propenderebbe per affidare a Toto una quota importante della costituenda nuova compagnia evitando però di dare una gestione piena della parte tecnica. Una condizione che, al contrario, il patron di AirOne considera necessaria per entrare nella cordata. Proprio su questa ieri la famiglia Benetton ha precisato la sua posizione sulla mancata partecipazione. Alessandro Benetton ha spiegato che la famiglia guarda con «grande favore» a una cordata italiana per Alitalia, ma il ruolo centrale deve essere svolto da un partner tecnico e comunque il gruppo di Treviso è già azionista importante in Adr, la società di gestione degli aeroporti di Roma. Morale: «Su Alitalia siamo rimasti a terra» ha risposto il manager di Treviso. Poche le notizie anche sul fronte del ministero dell'Economia. Il diniego del cda a passare i conti dell'azienda al superconsulente Bruno Ermolli, sarebbe ufficiosamente aggirabile considerando che il Tesoro è l'azionista che esprime i consiglieri del board. Ma a via XX settembre il neo ministro Tremonti non ha ancora sciolto le riserve. Sono, infatti, troppi gli occhi da parte dell'Ue e delle compagnie concorrenti puntati sulle mosse del Governo per non seguire pedissequamente le regole.

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20/05/2008










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