L'iniezione di fiducia è arrivata nel giorno, ieri, del
Cda della compagnia che ha approvato i risultati
trimestrali che hanno evidenziato un primo trimestre 2008
ancora in rosso per circa 280 milioni di euro (prima delle
imposte) rispetto ai 146,5 dello stesso periodo del 2007.
Necessaria, quindi, una ricapitalizzazione, come ribadito
più volte negli ultimi tempi dagli amministratori Il Cda
aveva all'ordine del giorno anche la possibilità di
nominare Mario Resca al timone della compagnia. E l'esame
della richiesta dell'incaricato di Berlusconi, Bruno
Ermolli, di accedere ai dati aggiornati del gruppo per
compiere una «due diligence» con gli investitori
maggiormente interessati a elaborare un progetto per il
rilancio di Alitalia. Intanto, dopo l'approvazione del
prestito ponte da parte del Consiglio dei ministri lunedì,
ieri è arrivata una buona notizia per Alitalia. La
Commissione europea ha deciso di posticipare al 30 maggio
la scadenza entro la quale le autorità italiane dovranno
rispondere ai «dubbi» sollevati da Bruxelles sulla
legittimità del prestito ponte di 300 milioni concesso
dall'esecutivo al vettore. Ci sarà più tempo materiale
perché la delega ai Trasporti passi al nuovo commissario
Ue, l'italiano Antonio Tajani che avrà quindi in mano il
dossier.
«Posso confermare - ha detto Michele Cercone,
il portavoce del commissario Barrot - che in seguito ad una
domanda fatta dalle autorità italiane la Commissione ha
deciso che la scadenza per rispondere alla lettera di
Bruxelles sarà il 30 maggio, con la giornata del 30
inclusa», ha detto, aggiungendo che «su un dossier così
sensibile i contatti ovviamente continuano».
Nel
frattempo il decreto legge sul finanziamento ponte verrà
esaminato il 21 maggio prossimo dall'aula del Senato, come
ha annunciato Luigi Grillo (Pdl), nominato presidente della
commissione speciale per lo smaltimento dei decreti legge.
I sindacati aspettano al varco il governo sulle nuove
indicazioni. «Dopo averci ricordato in modo perentorio che
Alitalia perde un milione di euro al giorno - ha dichiarato
il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari - è
sospetto e disdicevole che una soluzione non sia ancora
alle porte». Infine l'opinione dell'ex presidente di
Alitalia, Fausto Cereti: l'ingresso di una «cordata
italiana» può essere utile a rafforzare la presenza
nazionale, ma non è sufficiente a garantire un futuro
all'aviolinea: è indispensabile affidare la guida
dell'azienda a uno dei tre grandi vettori europei, che
eliminino le influenze di sindacati e politica dalla
gestione dell'azienda.
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14/05/2008