Il peggio per la finanza pubblica italiana
è insomma alle spalle. La Commissione Ue promuove lo sforzo
del risanamento che ha riportato il deficit sotto il 3% «in
maniera credibile e sostenibile», chiudendo il 2007
all'1,9%. Il pericolo di un nuovo ritorno sopra i parametri
di Maastricht è, però, sempre in agguato: tanto che -
sottolinea Bruxelles - il disavanzo tornerà a peggiorare
nel 2008 e nel 2009, mettendo in forse il raggiungimento
del pareggio di bilancio entro il 2011. Per questo l'invito
al prossimo governo è quello di rafforzare la correzione
del disavanzo già da quest'anno. Molti infatti sono i
rischi, legati soprattutto a «prospettive di crescita
deprimenti», ma anche a una spesa pubblica in continua
ascesa e a una diminuzione delle entrate fiscali per la
rimodulazione di Ici, Ires ed Irap.
Dopo il via libera
dell'esecutivo europeo, a sancire la fine della procedura
di infrazione per deficit eccessivo sarà il consiglio
Ecofin del prossimo 14 maggio, quello che dovrebbe vedere
il ritorno sulla ribalta europea di Giulio Tremonti. «La
situazione di deficit eccessivo in Italia è stata
corretta», si certifica nel testo messo a punto da Almunia,
in cui si ricorda come il rapporto deficit-Pil si è
attestato all'1,9% nel 2007, dopo il 3,5% del 2004, il 4,2%
del 2005 e il 3,4% del 2006. Un risultato - si legge -
«migliore del previsto» e dovuto soprattutto «ad un aumento
delle entrate fiscali oltre le più rosee aspettative». Non
bisogna però dormire sugli allori secondo la Ue. Perché se
è vero che nel 2008 e 2009 il deficit è previsto restare
sotto il 3%, è anche vero che tornerà a salire
rispettivamente al 2,3% quest'anno e al 2,4% il successivo.
Col rischio che il bilancio strutturale possa «deteriorarsi
sostanzialmente» già da quest'anno se il prossimo governo
non interverrà con nuove misure di correzione. La crescita
non aiuta. La previsione di incremento del Pil dello 0,5%
quest'anno e dello 0,8% il prossimo.
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07/05/2008