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Accredito Nelle casse entrano i 300 milioni di euro concessi dal governo Il consulente Ermolli: «Possibilità di successo per l'operazione»

Alitalia incassa il prestito Cordata italiana più vicina

I soldi per continuare a vivere sono arrivati. Ieri i 300 milioni di euro del prestito-ponte concessi dal Governo ad Alitalia sono materialmente entrati nelle casse di via della Magliana. Senza che Bruxelles abbia fatto alcun commento, riservandosi di intervenire quando l'esecutivo italiano invierà tutti i dettagli al commissario Ue, Jacques Barrot.

Ora la cordata a cui sta lavorando Bruno Ermolli, consulente di Silvio Berlusconi, potrebbe finalmente concretizzarsi e uscire alla scoperto. Ieri Ermolli ha spiegato che di vedere «qualche possibilità di successo» nell'operazione di salvataggio del vettore. In attesa dell'insediamento del nuovo governo, che molto probabilmente indicherà il nuovo amministratore delegato di Alitalia con pieni poteri, si lavora al coinvolgimento di un partner industriale forte, che molti indicano in Lufthansa.
La compagnia tedesca to Lufthansa, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe avuto contatti con Unicredit - che ha però smentito la circostanza - e ha espresso la disponibilità a partecipare alla cordata italiana per Alitalia come partner industriale e con una quota intorno al 20% (forse con uno scambio azionario), ma a precise condizioni. Anche Aeroflot potrebbe entrare nel capitale, sempre con una quota di minoranza a due cifre.
Il reclutamento di investitori italiani, come auspicato da Silvio Berlusconi, non sarebbe un problema, come peraltro la disponibilità di capitali che potrebbero essere assicurati da banche e fondi di investimento.
La messa a punto del progetto per Alitalia sarebbe, a questo punto, a un bivio: o per una soluzione transitoria volta al risanamento per poi andare a nozze con un partner straniero in una posizione più forte, o per una soluzione definitiva realizzando subito un'alleanza con un vettore internazionale.
Nel primo caso è possibile l'ingresso di AirOne (già partner commerciale di Lufthansa), che porterebbe in dote le prenotazioni di una novantina di aerei. Una soluzione transitoria in cui alcuni vorrebbero il consolidamento dei vettori italiani. Nel secondo caso c'è chi - come l'Unione Piloti - vede la compatibilità di Alitalia con Lufthansa, Air France-Klm (se decidesse di tornare a trattare senza aut aut), ma anche un vettore orientale o medio-orientale. Secondo indiscrezioni di stampa, Lufthansa vorrebbe poter contare su un quadro chiaro con responsabilità e ruoli definiti, oltre che sulla chiarezza dei conti di Alitalia e sul coinvolgimento delle parti sociali e del governo.
Tocca a Berlusconi scegliere la strategia per Alitalia.
Appena insediatosi, il nuovo governo potrebbe incaricare il nuovo amministratore delegato di verificare le manifestazioni di interesse e quindi si potrebbe consentire l'accesso ai conti della compagnia.

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06/05/2008










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