Così il primo taglio si abbatte sulle
auto e le moto, la cui richiesta crolla del 14,8% a marzo e
del 7,8% nel trimestre. La contrazione dei consumi
registrata a marzo però non risparmia nulla secondo
l'Indicatore dei Consumi di Confcommercio. Ma una cosa è
certa: nel mese segnato dalla flessione più consistente dei
consumi negli ultimi tre anni, i beni e servizi per la
mobilità (motocicli, automobili, carburanti, pedaggi e
trasporti aerei) hanno preso la maglia nera. La flessione è
stata però generale e nell'ordine dell'1,7% rispetto allo
stesso periodo dello scorso anno. Secondo la Confcommercio,
si tratta del dato peggiore degli ultimi tre anni (cioè
dall'inizio del 2005) che conferma così il «permanere di
una crisi profonda e strutturale della domanda interna».
L'unica novità in positivo è data dal
tessile-abbigliamento - uno dei settori tradizionalmente
più colpito - che mostra una contenuta crescita (+0,3%),
anche se, per Confcommercio, l'evoluzione «non è peraltro
in grado di attenuare le difficoltà in cui versa il
settore». Ancora un segno meno invece per gli alimentari
nonostante Pasqua: a marzo, rispetto all'analogo mese dello
scorso anno, la riduzione delle quantità acquistate è stata
dell'1,1% (-1,7% nel primo trimestre).
Le cose vanno
invece meglio per le comunicazioni (+9,8%) e per la cura
della persona (+3,3%). Per Mario Ferrara, responsabile
politiche di bilancio di Forza Italia, la colpa è da
ricercare dell'«inefficacia» delle politiche economiche del
governo Prodi. Le associazioni dei consumatori chiedono dal
canto loro una riduzione dei prezzi di «almeno» il 15-20%
mentre l'Adoc fa i conti in tasca agli italiani: i rincari
peseranno sulle famiglie per 1.200 euro l'anno. Insomma, i
prezzi lievitano e le famiglie stringono la cinghia
spendendo di meno ma Confcommercio una ricetta ce l'ha e
sta «nel cassetto» da diverso tempo: ridurre le tasse e
contestualmente la spesa pubblica, spiega il presidente
Carlo Sangalli.
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06/05/2008