E alla Sea, che aveva presentato un
ricorso per danni stimati in un miliardo e duecento
milioni, Alitalia ha risposto in giudizio chiedendo un
risarcimento per la stessa cifra.
Intanto il vettore
italiano, con un indebitamento a quota 1,35 miliardi (in
calo di 15 milioni in un mese), e la conferma che la
liquidità in cassa va ad esaurirsi (180 milioni), secondo i
dati aggiornati a fine marzo, attende il prestito ponte per
300 milioni stanziato dal governo come boccata d'ossigeno
per spostare di qualche mese la deadline del
commissariamento.
Sempre dal punto di vista legale da
registrare che ieri il Consiglio di Stato su ricorso di
AirOne ha intimato di ripetere la gara per la vendita
della compagnia low cost Volareweb, assegnata in prima
istanza proprio ad Alitalia.
Nel frattempo, dopo la
ritirata di Air France, si attende che prenda forma la
cordata italiana promossa dal presidente del Consiglio in
pectore Silvio Berlusconi. E si a avanti un fondo
brasiliano: Multi-Long, specializzato nella
ristrutturazione di aziende, che sarebbe pronto a offrire
un miliardo di euro. Nel frattemo lo studio legale romano
del docente universitario Privitera ha illustrato ad alcune
sigle sindacali (non tutte hanno accettato di partecipare)
un suo piano indicando che non sarebbe stato messo a punto
su mandato di terzi ancora rimasti nell'ombra. Lo schema
prevede, tra l'altro, il coinvolgimento di società
pubbliche come Eni, Enel e Finmeccanica. L'iniezione di 600
milioni di liquidità e un management in grado di portare la
compagnia a tentare un rilancio con le sue forze.
Sul
tema Alitalia è intervenuto anche il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano: «È una competenza esclusiva
delle Autorità di governo, sentendo il Parlamento».
Vai alla homepage
01/05/2008