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Una cifra choc, vicina a mille miliardi di dollari. La ...

Se si aggiungono anche altre categorie di prestiti e titoli emessi dagli Stati Uniti, e legati al real estate commerciale, le perdite arrivano a 945 miliardi di dollari», spiega il Fmi nel suo Financial Stability Report pubblicato ieri. Finora ne erano stati accertati circa 200 miliardi di perdite, salvataggio Bear Stearns compreso. Il conto è presto fatto: mancano all'appello quasi 800 miliardi di perdite, ancora nascoste nelle pieghe dei bilanci delle banche e delle finanziarie d'oltreoceano. Bilanci che, a partire dal 16 aprile, dovranno cominciare a scandire i numeri tanto attesi. Fa anche un po' sensazione la tempistica con cui le nuove stime smentiscono in modo abbastanza clamoroso alcune delle ultime dichiarazioni più accreditate. Quella dell'amministratore delegato di Morgan Stanley, John Mack, ad esempio, circolava ieri mattina e raccontava che «il peggio della crisi dei mutui è passato e s'incomincia a intravedere la fine del tunnel». Ma anche il numero uno della Fed Ben Bernanke lo scorso due aprile aveva abbastanza ridimensionato il problema. La situazione, invece, sembra essere davvero preoccupante.

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