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Il Fmi gela gli Usa Pil 2008 solo +0,5%

Le banche statunitensi continuano a essere in difficoltà, agitando Wall Street, che archivia il peggiore trimestre degli ultimi cinque anni e mezzo. E il susseguirsi di dati congiunturali non positivi, con l'inflazione in salita e famiglie sempre più in crisi costrette fra prezzi in aumento e mutui non sopportabili, addirittura portano alla memoria, come qualcuno ha azzardato, la Grande Depressione, il cui inizio è associato con la crisi di Wall Street dell'ottobre del 1929.
A determinare il drastico taglio delle previsioni Usa sono gli effetti, più forti di quanto stimato, della crisi sui mutui subprime, che sta facendo crescere la pressione sulle banche e su Wall Street. Gli istituti di credito americani - secondo uno studio condotto da Morgan Stanley e Wyman - stanno affrontando la peggiore crisi degli ultimi 30 anni. La tensione resta alta su Citigroup, Merrill Lynch e Lehman Brothers. Quest'ultima ha annunciato di aver collocato 4 miliardi di dollari di titoli privilegiati convertibili a investitori istituzionali, con l'obiettivo di sostenere la liquidità e dimostrare di non aver problemi nel reperire capitali sul mercato. Citigroup e Merrill, secondo gli analisti di Goldman Sachs, invece, potrebbero dover effettuare svalutazioni per complessivi 14,0 miliardi di dollari a valere per il primo trimestre.

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