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Settimana da dimenticare in Borsa Bankitalia: «La crisi non è finita»


«Il mondo della finanza - ha spiegato il vicedirettore nazionale di via Nazionale Giovanni Carosio - è immerso in turbolenze di cui non si sono ancora svelate tutte le implicazioni». Secondo il dirigente di Palazzo Koch, tuttavia, «gli aspetti critici che si sono manifestati nel funzionamento dei mercati derivano non tanto da eventi congiunturali avversi (che, al più, hanno agito da detonatore), nè da evidenti violazioni di norme (che, pure, marginalmente, hanno avuto qualche rilievo), quanto da una somma di comportamenti, ciascuno non particolarmente gravido di conseguenze, che hanno finito per creare situazioni rischiose, di ampiezza fuori del comune». In particolare, Carosio pone l'accento sulla difficoltà di orientarsi nel mondo dei nuovi prodotti finanziari, che impedisce ai risparmiatori di rendersi effettivamente conto del rischio, e che in qualche misura riguarda anche gli intermediari, alle prese con la complicata gestione dei prodotti della cosiddetta «finanza innovativa». A tutto questo, poi, si aggiungono i segnali negativi provenienti dall'economia reale. L'ultimo dato che ha scosso il mercato è stato, l'altro ieri, quello sulla disoccupazione negli Stati Uniti, che ha visto la perdita di 63mila posti di lavoro nel mese di febbraio.

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