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Scarsa attenzione dei partiti all'emergenza energetica

Una "trovata" assolutamente demagogica, che non potrà risolvere se non in modo marginale il nostro crescente bisogno energetico. Un discorso analogo vale per l'eolico (con l'aggravante che le orribili pale grigio-argento determinerebbero un inquinamento ambientale e un altissimo spreco di risorse pubbliche, non compensate da produzioni elettriche degne di considerazione. Un rapporto recente di una società (la E.On), la principale installatrice di parchi eolici in Germania, afferma: «Dovremmo avere almeno 24 mila turbine eoliche per sperare di chiudere un impianto convenzionale». Eppure i verdi italiani - o almeno i dirigenti di quel partito ora confluito nella sinistra massimalista - continuano a illuderci con la loro demagogia e i loro pregiudizi antinucleari. Solo il Pdl ci sembra dichiaratamente schierato a favore della linea della Confindustria. Il presidente, Cordero di Montezemolo, ha espressamente affermato che è necessario sbloccare rapidamente la realizzazione dei rigassificatori e puntare sul nucleare di nuova generazione, senza trascurare la messa a punto di un piano che può ridurre i consumi di almeno il 10%. Tutto questo potrebbe contenere gli eccessivi costi energetici (gli imprenditori italiani attualmente pagano l'energia il 30% in più rispetto agli altri paesi europei) e facilitare la ripresa. Eppure di questo problema reale e fondamentale per lo sviluppo italiano si parla troppo poco,anzi quasi per nulla, nei comizi mediatici dei nostri leader.
Aldo Forbice

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