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«Una cosa è dimostrata. E cioè che l'evasione fiscale non è ...


I tedeschi come gli italiani, dunque?
Per una volta si dimostra che i teutonici non sono così rigorosi con l'erario. E che l'evasione è pratica comune in ogni paese. Lo avevamo già scoperto in realtà
In che circostanza?
Quando si stava parlando della tassazione delle rendite finanziarie in Germania e il governo introdusse una ritenuta del 15%. Si notò un deflusso consistente di capitali dalla paese verso il Lussemburgo. Poi la norma fu abolita e tutto tornò normale.
Intanto sulla lista oltre ai tedeschi ci sono gli italiani. Si devono aspettare l'ira di Visco?
Attenzione. Bisogna andare a vedere cosa hanno fatto. Non è detto che chiunque abbia un conto a Montecarlo oppure a Vaduz sia automaticamente non in regola con il fisco.
Si possono salvare in qualche modo?
Per esempio se sul conto sono movimentate operazioni per il 2007 possono ancora essere recuperate con la dichiarazione 2008. Ci sono situazioni differenti. E tutte vanno valutate.
In ogni caso questa storia è un colpo forte alla credibilità dei paradisi fiscali. Che ne pensa?
Non ne sono convinto. Questa storia dei 100 nomi degli italiani e di tutti gli altri evasori europei è una quisquilia rispetto agli enormi capitali che si muovono per le armi e la droga.
Un bluff dunque?
Operazioni cicliche. Mi ricorda un caso di qualche decina di anni fa con la lista di 500 nomi di clienti che il Banco di Roma accompagnava in Svizzera a portare i loro soldi.
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