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In una corsa contro il tempo, con il rischio di una crisi ...

È confermata l'agenda del confronto in corso con Air France, così come resta fermo l'obiettivo dei francesi di chiudere presto l'accordo, aprire un confronto con i sindacati, ed arrivare ad una offerta definitiva entro il 14 marzo. È confermata anche la preoccupazione sui conti: fronte delicatissimo, per le forti perdite, l'indebitamento che sfiora quota un miliardo e 200 milioni, e l'erosione della liquidità che non permette di guardare molto lontano. Le sorti di Alitalia restano legate all'obiettivo di arrivare per metà 2008 ad una iniezione di risorse fresche per almeno 750 milioni di euro, e si può fare solo con l'ingresso di un nuovo socio perchè il Tesoro ha le mani legate dal divieto di aiuti di Stato.
Conti e trattativa sono stati i temi al centro anche di un colloquio, il secondo in tre settimane, che Prato ha avuto con il presidente della Consob, Lamberto Cardia. Da Prato era già arrivato a inizio febbraio l'impegno «a tenere costantemente aggiornata l'Autorità di Vigilanza sugli sviluppi della situazione e di comunicare tempestivamente al mercato tutte le notizie rilevanti». Resta intanto caldo il fronte del no all'alleggerimento dell'aeroporto di Milano Malpensa. Scelta condivisa da Air France. Per il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in attesa del nuovo governo il presidente di Alitalia «farebbe un gesto di elementare correttezza ad accettare un dialogo anche con il centrodestra». Intanto il presidente della società di gestione degli aeroporti milanesi, Sea, in una intervista torna a parlare del rischio esuberi: 1.200, dice.

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