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Colf e agricoltori, record di sommerso

«Livelli ancora più elevati» si registrano nel comparto dei servizi domestici dove la quota di unità di lavoro non regolare raggiunge invece il 53,4%. Il Sud rappresenta la patria dell'irregolarità con una percentuale del 19,6% di «nero», cioè quasi un lavoratore su cinque, contro una media nazionale del 12,1%.
L'andamento in agricoltura, si legge nelle tabelle dell'Istat, è in crescita rispetto all'anno precedente quando il tasso di irregolarità è stato pari al 18,9%. E si attesta sui massimi dei cinque anni precedenti. A contribuire al dato peggiore del mercato, spiega il rapporto, pesa «il carattere frammentario e stagionale dell'attività produttiva» che «favorisce l'impiego di lavoratori temporanei, che, essendo in molti casi pagati a giornata, non sono regolarmente registrati». Nella classifica della diffusione dell'irregolarità, segue il comparto dei servizi (13,9%), soprattutto per quanto riguarda «Commercio, Alberghi, Pubblici Esercizi e Trasporti» (19,1%).
Più bassa appare invece la percentuale nell'industria in senso stretto, con un'incidenza di irregolarità pari al 3,9%. Per quanto riguarda i tassi di irregolarità per aree geografiche, Mezzogiorno al top anche per l'industria in senso stretto (12,9% rispetto al 3% del Centro e all'1,5% del Nord-Ovest).

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