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Borse, la Fed non convince ma l'Europa tiene

Il salvagente è arrivato da Wall Street che, dopo un avvio negativo, è riuscita a risalire la china e a portarsi in territorio positivo nonostante i dati macro americani deludenti. La seduta di ieri non ha salvato le Borse europee dal peggior gennaio della loro storia con l'indice sintetico Dj Stoxx 600 sceso di oltre 11 punti percentuali.
Contrastate in mattinata le Borse asiatiche, con Tokio (+1,8%) e Seul (+2,2%) in deciso rialzo a fronte dei cali di Hong Kong (-0,8%) e Shanghai (-0,8%). A movimentare la seduta di ieri, ancora una volta segnata dal nervosismo e dalla volatilità, sono stati i dati macroeconomici Usa e le novità arrivate sul fronte della crisi del credito, termometri per capire se la china presa dall'economia americana imboccherà o meno il tunnel della recessione.
A fine seduta sui listini europei banche e assicurazioni, nonostante il recupero, sono stati comunque i titoli più penalizzati. Sono le banche a guidare i ribassi anche Piazza Affari con Enel e le utilities in controtendenza ad alleggerire gli indici. Nonostante il taglio dei tassi da parte della Fed la pressione è rimasta alta nel corso della seduta e il mercato, commentano gli operatori, preme perchè anche dalla Bce arrivi un analogo provvedimento. Il recupero (Mibtel -0,04% e lo S&P/Mib a -0,13%) è arrivato solo sul finale.

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