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Statali, la «malattia» costa 4 miliardi

In generale nel 2006 i giorni medi di assenza per malattia nel pubblico impiego sono stati 11,54 per un costo di oltre 4 miliardi di euro. Tra gli operai metalmeccanici del settore privato, invece, il dato scende a 9,6 giorni all'anno. Sono i risultati dell'elaborazione fatta dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati della Ragioneria Generale dello Stato.
La fotografia scattata dall'associazione degli artigiani riaccende il dibattito sui fannulloni. Nei giorni scorsi era intervenuto il segretario generale della Cisl Fp, Rino Tarelli, per cercare di chiudere la polemica. «Basta scandalismi sui lavoratori pubblici fannulloni - dice Tarelli - la Cisl FP ha rielaborato i dati della Ragioneria Generale dello Stato e l'analisi smentisce senza ombra di dubbio la leggenda dei pubblici dipendenti assenteisti».
Tornando all'indagine della Cgia, poco più di 13 giorni d'assenza per malattia si sono toccati nei Corpi di polizia (13,31) e nelle Agenzie fiscali (13,11); 12,95 giorni tra i dipendenti della Presidenza del Consiglio, 12,73 nelle Regioni e nelle Autonomie locali, 12,69 negli Enti non Economici, e 12,40 nella Sanità. In coda a questa classifica troviamo i lavoratori degli Enti di ricerca (11,38) e di seguito la Scuola e le Regioni autonome.
Nel 2006, secondo la stima dell'associazione, la spesa per queste assenze è stata di 4,064 miliardi. Le più sostenute sono state quelle a carico della Sanità che ha toccato 1,164 miliardi di euro e la Scuola dove le assenze sono costate 1,076 miliardi di euro.
«Questi dati - commenta il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi - sgombrano il campo da tutta una serie di luoghi comuni che ingiustamente investono il pubblico impiego. Quindi non è vero che sono troppi e che non lavorano. Caso mai il problema è la loro cattiva distribuzione e i livelli di efficienza che non sono sempre imputabili ai singoli lavoratori ma alla cattiva organizzazione degli uffici».
Anche questa volta la Cisl torna a difesa degli statali. «L'elaborazione dei dati sulle assenze dei ministeriali diffusa dalla Cgia di Mestre è sbagliata - sottolinea Tarelli - si tratta dell'ennesima strumentalizzazione fatta dai lavoratori autonomi per coprire la loro evasione fiscale. Parlano dei costi delle assenze degli statali ma perché non ci spiegano invece quanto pesa economicamente la loro evasione?».
Rispetto ai dati sui dipendenti della pubblica amministrazione, Tarelli fa presente che le assenze per malattia dei ministeriali «sono inferiori a quelle dei metalmeccanici», per fare lo stesso esempio riportato dagli artigiani di Mestre.
«Si tratta di dati complessi - dice Tarelli riferendosi al conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato - e vanno letti correttamente. Altrimenti si fa solo demagogia».

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